Mondo Coop

CoopforGaza insieme a Medici Senza Frontiere

Immagine simbolo di CoopforGaza che rappresenta un medico in mezzo alle macerie

“Non bisogna dimenticare queste persone che lottano e che amano la vita. Bisogna sostenere chi è dentro la Striscia. Aumentare lo sforzo: la gente di Gaza ha bisogno di noi». Angelo Rusconi, responsabile dei progetti di Medici Senza Frontiere a Gaza Nord, è rientrato in Italia a fine giugno. Stanco, provato, ma non arreso. Risponde così alla domanda che tutti, in questi mesi, ci siamo posti: cosa possiamo fare in prima persona per arginare le enormi sofferenze della popolazione nella Striscia? L’appello di MSF è stato accolto da Coop, che ha avviato a fine luglio la campagna di raccolta fondi #CoopforGaza per sostenere e potenziare strutture mediche gestite o supportate dall’organizzazione medico-umanitaria in soccorso della popolazione. Un’emergenza sempre più drammatica e un intervento non più procrastinabile. Le donazioni di soci e consumatori raccolte fino al 31 ottobre si affiancheranno a un primo stanziamento di 500 mila euro di Coop, che ha aperto un conto corrente dedicato su Banca Etica sul quale tutti possono contribuire (IBAN IT 77 B050 1802 8000 0002 0000 890, intestato a Coop Italia, causale “Donazione MSF per Gaza”).

Medici Senza Frontiere opera in 11 strutture mediche a Gaza, tra ospedali, ospedali da campo e centri di salute primaria. È una delle poche organizzazioni umanitarie ancora presenti nella Striscia, dove circa mille operatori e operatrici curano tutti coloro che ne hanno bisogno.

CoopforGaza, un gesto di pace e solidarietà

Dall’inizio del conflitto MSF ha visitato a Gaza oltre 1 milione di pazienti, operato 23 mila persone, assistito 13 mila parti, gestito 55 mila consulti per salute mentale in una striscia di terra completamente devastata, dove la chiusura delle frontiere non permette l’ingresso degli aiuti umanitari, aumentando fame e disperazione tra la popolazione. Mentre gli attacchi colpiscono anche gli stessi medici e gli operatori rendendo sempre più difficile fornire cure.

«È un atto concreto per un impegno più ampio per la pace e per la solidarietà che sono da sempre nel dna di Coop – ha spiegato Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori), al lancio dell’iniziativa –. All’unanimità tutte le Cooperative di consumatori hanno deciso un primo stanziamento che avvii gli aiuti, e poi vogliamo permettere ai soci e ai clienti di contribuire a loro volta. È l’inizio di una campagna umanitaria che auspichiamo possa arrivare a coinvolgere, oltre al mondo Coop, anche altri operatori istituzionali ed economici. Non risolveremo i problemi di una popolazione che ora si trova sotto le bombe, ma daremo così un contributo rapido e concreto alle persone in questo momento maggiormente colpite. Al tempo stesso rinnoviamo l’appello al Governo italiano affinché si adoperi con il massimo impegno a riaprire i corridoi umanitari e auspichiamo la fine delle ostilità e la liberazione degli ostaggi israeliani dopo il brutale attacco del 7 ottobre. Una pace giusta è il punto di arrivo da conquistare».

Sostenere la voglia di vivere

La donazione si concretizzerà in medicinali, garze, attrezzature mediche e nel potenziamento di tutte le strutture mediche in cui opera MSF. «Mentre assistiamo allo smantellamento sistematico del sistema sanitario nella Striscia, con continui attacchi alle strutture mediche ormai in gran parte distrutte o non più funzionanti, queste risorse sono più essenziali che mai per continuare a garantire cure salvavita a chi ne ha un disperato bisogno – ha sottolineato Stefano di Carlo, direttore generale di MSF -. Noi curiamo le ferite da guerra, ma anche bambini e donne incinte malnutriti: negli ospedali arriva gente che non mangia da tre o quattro giorni filati».

A vivere e spiegare il contesto in cui si opera è Angelo Rusconi, che qualche settimana fa raccontava: «A Gaza non entra niente, c’è bisogno di tutto, e quel che si trova ha prezzi altissimi. A giugno un litro di gasolio costava 25 dollari, la nostra riserva presto sarà finita. Per un nuovo carico di carburante, indispensabile per mandare avanti le attività negli ospedali e nelle cliniche mediche che dipendono dai generatori elettrici, spenderemo circa 250 mila euro al mese. MSF distribuisce un milione e mezzo di litri d’acqua al giorno, 1.000 litri costano circa 40 dollari, ma spendere soldi per l’acqua è un dovere», racconta. E la speranza non muore: «Con l’acqua, le cure, il cibo terapeutico, l’assistenza, noi di MSF facciamo quello che possiamo per ridare un po’ di dignità a queste persone, a cui è stato tolto tutto – continua Rusconi -. C’è chi mi racconta che era benestante e ora non fa una doccia da 20 mesi. Ma nonostante tutto hanno voglia di vivere, una resilienza e una resistenza quasi commoventi. Lo vedi da come il giorno dopo le bombe sono lì, a cercare di ricostruire quello che si può aggiustare». Ora c’è bisogno di noi per sostenere la vita e la speranza a Gaza.

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop

Tag: raccolta fondi, campagna Coop, CoopforGaza

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;