Coop Liguria

Per gli 80 anni di Coop Liguria festa a Savona

Tredici persone al chiuso, in abiti da lavoro, sorridono per una foto di gruppo che celebra gli 80 anni di Coop Liguria.

Il 21 marzo Coop Liguria ha tagliato il traguardo degli 80 anni organizzando un evento alla Fortezza del Priamar di Savona con istituzioni, rappresentanti del movimento cooperativo e Soci volontari. Per l’occasione sono intervenuti per festeggiare la Cooperativa il sindaco di Savona Marco Russo, la presidente di Coop Italia Maura Latini, il presidente di ANCC-Coop Ernesto Dalle Rive, il presidente di Unipol Carlo Cimbri, il presidente di Legacoop Simone Gamberini e quello di Legacoop Liguria Mattia Rossi, e anche molti presidenti di cooperative: Alfredo De Bellis (Coop Lombardia), Domenico Trombone (Coop Alleanza 3.0), Daniela Mori (Unicoop Firenze), Simonetta Radi (Unicoop Tirreno), Antonio Bomarsi (Coop Centro Italia) Andrea Mascherini (Coop Reno), Vincenzo Fazzi (Coop Amiatina), Renato Dal Palù (SAIT).

La scelta di organizzare le celebrazioni a Savona non è stata causale: è proprio nella città della Torretta, infatti, che il 21 marzo del 1945 fu costituita la “Cooperativa comunale di consumo fra lavoratori di Savona”, cioè il primissimo nucleo di quella che nel 1967 sarebbe diventata Coop Liguria.
Per questo, il sindaco di Savona Marco Russo ha voluto conferire un riconoscimento alla Cooperativa, ringraziandola per l’impatto economico positivo che genera per il territorio da 80 anni, offrendo buona occupazione, valorizzando le imprese locali e collaborando attivamente con le associazioni per promuovere la cultura, la solidarietà e l’aggregazione sociale.
In coerenza con il tema “Le cooperative costruiscono un mondo migliore”, scelto dall’ONU quale slogan dell’anno internazionale delle cooperative proclamato per il 2025, Coop Liguria ha offerto a ospiti e Soci una tavola rotonda che ha preso spunto proprio da questo tema, approfondito da tre prospettive differenti: quella del mondo Coop, grazie a Maura Latini; quella del movimento cooperativo, con Simone Gamberini; e quella di un osservatore esterno esperto di economia sociale: il professor Luigino Bruni, ordinario di Economia Politica all’Università Lumsa di Roma.
Al professor Bruni abbiamo chiesto quali sono le criticità più gravi che minacciano il sistema economico e sociale oggi e nel prossimo futuro.
«Sicuramente – ha detto – una forte minaccia è quella rappresentata dalla geopolitica, che è tornata ad allearsi con la guerra e i sistemi autoritari. Sappiamo che il capitalismo nel corso della storia non ha sempre avuto un buon rapporto con la pace, la democrazia e il libero mercato: li ha usati quando lo ha trovato conveniente e li ha abbandonati (pensiamo all’avvento del fascismo in Italia) quando ha capito che gli interessi del capitale erano garantiti meglio dalle dittature, dai dazi e dalle guerre rispetto alla pace, alla democrazia e alla libertà. Oggi siamo in una nuova fase di alleanza fra spirito del mercato e spirito bellico. Questo è molto preoccupante anche perché l’Europa, invece di reagire alle dichiarazioni di Trump con la democrazia, la pace e la libertà, si sta armando fino ai denti, dando segnali di grande miopia, dimenticando la storia degli ultimi 80 anni, dove ha fatto una strada molto diversa da quella proposta oggi da Trump e dalla Nato. In questo vedo il principale pericolo: dobbiamo tutti, cittadini in primis, reagire insieme».
Sempre al professor Bruni abbiamo chiesto in che modo le imprese cooperative possono contribuire a promuovere uno sviluppo più sostenibile.
«La cooperazione – ha detto – è sempre stata una cellula staminale nell’organismo civile e si è mossa sempre in direzione ostinata e contraria rispetto ai grandi interessi e ai grandi capitali. Deve continuare a farlo, con segnali molto grandi e molto forti di scelte democratiche, pacifiste, a vantaggio dei diritti, delle libertà, non cedendo alle mode dominanti. Solo così, essendo fedele a sé stessa e alle proprie radici, potrà offrire un contributo al bene comune del nostro Paese e dell’Europa».

Quali sfide per il mondo Coop

Quali sono le sfide più difficili che Coop e la cooperazione dovranno affrontare, oggi e nel prossimo futuro? Lo abbiamo chiesto a Simone Gamberini e Maura Latini. «Oggi – ha risposto Maura Latini – la cooperazione è chiamata a nuove sfide, ripensare il concetto di supermercato, adeguarsi se non rinnovare e proporre una nuova concezione di cibo, essere protagonista dell’innovazione digitale, dimostrare che è un modello economico unico che noi crediamo possa avere tutte le carte per dimostrarsi vincente negli anni futuri. Se ci affidiamo a un algoritmo che rielabora le voci ricorrenti all’interno di un determinato sistema, va da sé che i risultati saranno una ripetizione di quelle voci e un loro ulteriore ampliamento. Se lasciamo parlare solo coloro che hanno la voce più alta e forte, andrà a finire che perderemo tutti i suoni di sottofondo. Se l’algoritmo premia e promuove il modello trumpiano di uomo bianco e di successo, conservatore e
non inclusivo, rischiamo che tutto il dialogo divenga così. La cooperazione non può essere estranea a queste dinamiche e forte della sua resilienza (gli 80 anni di Coop Liguria ne sono una valida testimonianza) può fungere da vera e valida alternativa, portando avanti l’idea di una sostenibilità democratica, ovvero una idea di sostenibilità a 360 gradi che non guarda solo alla cruciale tutela dell’ambiante, ma guarda al modello produttivo e di business come a un elemento funzionale al perseguimento di obiettivi condivisi e rispettosi di tutte le differenti necessità della vita sulla Terra, siano esse umane o non».
«Le sfide che attendono le cooperative nell’immediato futuro – ha aggiunto Gamberini – rappresentano altrettante opportunità per un modello di impresa che, nel tempo, ha dimostrato di sapersi evolvere in linea con i cambiamenti economici e sociali. Lo confermiamo anche adesso con la promozione di comunità energetiche cooperative sostenendo il ruolo attivo dei cittadini nella produzione e nel consumo di energie rinnovabili; con un piano per l’edilizia residenziale sociale che dia risposte all’emergenza abitativa di fasce crescenti della società; con lo sforzo innovativo delle cooperative sociali per offrire servizi socio-assistenziali-sanitari a una società segnata dal progressivo invecchiamento della popolazione; con le cooperative di comunità per offrire servizi a chi vive in aree interne e disagiate; con l’impegno per una transizione digitale
democratica e inclusiva. In sintesi, per rinnovare la funzione sociale che ci viene riconosciuta dalla Costituzione».

Per il miglioramento della società

Le cooperative, proprio come Coop Liguria 80 anni fa, nascono per soddisfare i bisogni concreti delle persone. In che modo, al giorno d’oggi, contribuiscono ancora a migliorare la vita dei Soci e di tutti i cittadini? «Coop – spiega Maura Latini – è molto più di un supermercato. Si fa carico del miglioramento del contesto sociale, economico e umano di cui è parte. Se ne sente un attore integrante e per questo sceglie di non limitare la propria azione alla semplice vendita di prodotti. Scegliamo di assumerci parte del compito di emancipazione dell’umanità che ci circonda, con le campagne ambientali, con l’educazione al consumo consapevole, con le politiche di no spreco, con le campagne per l’inclusione di genere. Altra caratteristica che ci rende quantomai, diversi dagli altri, sicuramente in contraddizione con l’ipercapitalismo, è raccontata dalla nostra Carta dei valori. A fine anno in Coop non c’è la restituzione degli utili, ma il reinvestimento di questi in una molteplicità di attività volte sempre al miglioramento in senso ampio ed esteso del contesto in cui le nostre cooperative operano. Coop, con i suoi comitati dei Soci, con le sue azioni, con le sue campagne, si impegna per sua stessa natura a restituire quel valore che i soci e i clienti le hanno consegnato acquistando le merci».
«Le cooperative – ribadisce Gamberini – operano per promuovere il benessere collettivo, esaltando gli aspetti di inclusione e di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Sono un esempio concreto di un’economia che pone al centro le persone, mettendole in condizioni di dare risposta ai propri bisogni nel segno della partecipazione attiva e della responsabilità condivisa. In un mondo sempre più segnato da disuguaglianze e da crisi ambientali, il modello cooperativo offre una visione di crescita economica che si intreccia con la solidarietà, l’inclusività, il mutualismo; permette di creare opportunità di lavoro dignitoso; rafforza il senso di comunità e promuove prassi aziendali responsabili finalizzate alla riduzione della povertà e alla promozione dell’uguaglianza di genere».

 

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop.

 

Tag: cooperazione, soci volontari, partecipazione attiva

Condividi su

Lascia un commento

Dicci la tua! Scrivi nello spazio qui sotto cosa pensi dell’articolo, la tua opinione è importante per noi.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali

Iscriviti alla
newsletter

di Consumatori

Ricevi ogni mese via mail la rivista digitale e le notizie più interessanti

;