Coop Liguria

L’educazione sentimentale? Va insegnata a scuola

Coop Liguria, fotografia della tavola rotonda sulla educazione sentimentale

L’educazione sentimentale a scuola? Gli italiani la vogliono quindi si farà.
È questa la previsione-auspicio di Linda Laura Sabbadini, che lo scorso 13 giugno ha preso parte alla tavola rotonda “Ridurre le differenze per fare la differenza: Coop e l’impegno per la parità di genere”, organizzata da Coop Liguria in occasione dell’Assemblea generale dei delegati dei Soci, convocata per approvare il bilancio 2024.
Statistica, già direttrice Istat e facente parte del comitato scientifico che ha condotto l’indagine sull’educazione alle relazioni legata alla campagna Coop “Dire, Fare, Amare”, Sabbadini ha partecipato al dibattito moderato dal giornalista Gilberto Volpara assieme a Teresa Bruneri, presidente Udi Genova; Gabriella Grasso, presidente del “Centro per non subire violenza” di Genova; Maurizio Fasce, responsabile del personale ipermercati di Coop Liguria; e Tiziana Cattani, direttrice Soci e consumatori della Cooperativa. «L’indagine che abbiamo curato con Nomisma – ha spiegato Sabbadini – ha portato alla luce un bisogno, espresso in maniera molto forte: il 91% dei ragazzi e dei genitori vuole l’educazione sentimentale e scuola e di questi il 70% chiede che sia una materia obbligatoria. Gli intervistati, inoltre, vorrebbero che a curare questo insegnamento fosse personale esperto, come insegnanti e psicologi. Al momento è evidente che non ci sia la volontà politica di portare avanti questo progetto ma credo che quando le persone sono così compatte nell’esprimere un bisogno finiscono sempre per ottenere un risultato».
Con la campagna “Dire, fare, amare”, Coop sta sostenendo questa battaglia e si propone di sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica, anche attraverso il packaging dei fazzoletti Coop, su cui sono stampate parole importanti, come “consenso”, “amore”, “rispetto”. L’obiettivo è fare pressione affinché si smetta di negare la correlazione evidente che sussiste tra mancanza di educazione sentimentale e femminicidi.
La campagna “Dire, fare, amare” si colloca nella cornice più ampia di “Close the gap”, l’impegno che il mondo Coop si è assunto già dal 2021 per ridurre le differenze di genere. «Da cinque anni – ha spiegato Tiziana Cattani – lavoriamo per favorire la parità di genere e contrastare la violenza. Lo abbiamo fatto con azioni incisive, come quella per chiedere l’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti igienici, che noi per primi abbiamo proposto per mesi a prezzo calmierato come se l’Iva non fosse stata rialzata, e con tante iniziative volte a promuovere una divulgazione capillare del numero antiviolenza 1522, inserito anche su molti dei nostri prodotti».

L’impegno per il personale

L’impegno di Coop Liguria riguarda anche e soprattutto il personale, che è per oltre il 70% femminile.
«Proprio per questo – spiega Maurizio Fasce – siamo da sempre attenti a queste tematiche. Nel 2023 abbiamo raggiunto, primi nella Gdo, la certificazione per la parità di genere senza dover fare alcun intervento sostanziale, a testimonianza del fatto che eravamo già pronti, perché le misure organizzative e di welfare che avevamo adottato negli anni erano proprio quelle richieste dai certificatori. Tra queste, la tutela delle donne che rientrano dopo la maternità, alle quali offriamo una formazione specifica; l’opzione “un anno con il tuo bambino”, per le madri che preferiscono trascorrere a casa tutto il primo anno di vita del figlio, che è stata inserita nell’ultimo rinnovo contrattuale nazionale e prevede un mese di maternità facoltativa aggiuntiva e la possibilità di utilizzare tutte le ferie e ulteriori permessi; e gli incentivi rivolti ai padri affinché collaborino di più alla gestione dei figli».

Il contrasto alla violenza

Per incidere realmente nella lotta alla violenza di genere, Coop Liguria lo scorso anno ha stretto un accordo con il “Centro per non subire violenza” di Genova, volto a favorire l’inserimento lavorativo, in forma del tutto anonima, delle donne che stanno affrontando un percorso di uscita dalla violenza. Ne sono state già assunte tre e una quarta potrebbe iniziare a breve.
«Ringrazio Coop Liguria per ciò che fa per le donne – ha dichiarato Gabriella Grasso – e credo che altre aziende dovrebbero seguire il suo esempio. Il caso Cecchettin ha portato molte più donne a rivolgersi ai centri antiviolenza, perché ha alzato la soglia di attenzione, anche tra le ragazze più giovani. Oggi non aspettano più, o aspettano molto meno, a chiamare. E siamo contattati anche dalle figlie delle vittime, preoccupate per le proprie madri. Introdurre l’educazione sentimentale nelle scuole è un passo fondamentale per contrastare la violenza, ma è necessario che siano coinvolte persone adeguatamente preparate. Sembra che l’antiviolenza stia diventando una moda e tutti si sentono formatori, ma non ci si può improvvisare: è un impegno che bisogna portare avanti professionalmente, anche quando si è volontari come me. Pur essendo un’associazione di donne, abbiamo bisogno dell’aiuto degli uomini: uomini che vedendo i comportamenti sbagliati di altri uomini non tacciano più».

La parità parte dalla cultura

Alleanza tra i sessi, ma soprattutto cultura e servizi. È questo che serve, secondo Teresa Bruneri, per colmare il gap e ottenere la parità. «Devo dire un sincero grazie a Coop Liguria per tutto ciò che fa per l’equità. A proposito di quote rosa in politica, come Udi abbiamo un importante progetto, sostenuto dalla Cooperativa e realizzato in collaborazione con l’Università di Genova. Si tratta della “Scuola di politica alla pari”, che si propone di incanalare e valorizzare la passione di ragazze e ragazzi sui temi dell’impegno, rendendo la politica realmente amica di tutti. Con Fondazione Palazzo Ducale, invece, realizziamo ogni anno l’evento “Audizioni”, per approfondire vari temi legati ai diritti delle donne. Lo facciamo perché pensiamo che la cultura possa essere una grande arma per raggiungere la parità di genere e combattere la violenza contro le donne. Oggi viviamo in un’era di malessere e ansia, che vengono costantemente amplificati dai media. È un periodo storico delicato, questo del post pandemia, ma in tempi recenti abbiamo avuto altri momenti altrettanto difficili, come ad esempio la crisi del lavoro a Genova negli anni Settanta. La differenza è che in passato c’erano servizi sociali strutturati e capillari come i consultori, che oggi sono spariti. Erano valvole di sfogo e barriere che aiutavano a gestire i conflitti, prevenendo potenziali situazioni di violenza e sopraffazione».

Passaggio di testimoni tra generazioni

Tra i principi cardine della cooperazione c’è l’intergenerazionalità, perché in Cooperativa si lavora per tramandare alle generazioni future quanto costruito e amministrato da quelle precedenti. A essere tramandato non è solo il patrimonio materiale ma anche, e soprattutto, le conoscenze, i valori e lo “stile” che contraddistinguono il movimento cooperativo: serietà, sobrietà, impegno, attenzione alle persone. Tutti questi valori sono racchiusi nel decalogo che il Presidente onorario di Coop Liguria, Remo Checconi (93 anni), lasciò ai collaboratori quando andò in pensione. Decalogo che nel corso dell’Assemblea ha consegnato idealmente alla nutrita platea di giovani e giovanissimi che si stanno formando in Coop Liguria.

Tutta al femminile la squadra dei capi del super di Ovada

Restando in tema di parità di genere e dell’impegno di Coop Liguria per l’empowerment femminile, va segnalato che il punto vendita di Ovada è il primo della rete di Coop Liguria che vanta un organico completamente al femminile. È composta da sole donne anche tutta la squadra dei Capi: da sinistra a destra, nella foto sotto, Manuela Caneva (salumi e latticini); Valentina Razeto (generi vari); Silvia Pinto (Capo Negozio); Marianna Calcagno (pescheria); Michela Olivieri (ortofrutta); Luana Parodi (macelleria).

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop

Tag: parità di genere, close the gap, educazione sentimentale

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