Salute e Bellezza

Chirurgia estetica, attenzione al ritocchino

Volto di donna sottoposto all'analisi in vista di una operazione di chirurgia estetica

Si può morire di liposuzione, sì. Come è successo lo scorso giugno ad Ana Sergia Alcivar Chenche, che a 46 anni è spirata nel Pronto Soccorso di un ospedale romano, dopo un intervento effettuato da un medico che si pubblicizzava su Facebook. Ma ci si può ritrovare anche con un risultato malfatto, un’infezione, una necrosi causata da una “banale” punturina eseguita in modo affrettato.
Nello studio dell’avvocata Paola Tuillier, specializzata in responsabilità medica, entrano ogni anno decine di pazienti vittime di errori, dimenticanze, sciatterie, e tra i più sorprendenti, racconta, ci sono quelli causati da interventi di chirurgia estetica. «Una donna dopo una mastoplastica aveva due seni completamente asimmetrici, uno più alto e uno più basso. A un’altra, durante una blefaroplastica, il medico aveva tagliato una porzione troppo ampia di pelle, lei non riusciva più a chiudere un occhio, un errore clamoroso. E ricordo perfettamente il caso di un’assistita, che si era sottoposta a una rinoplastica, ma si era ritrovata con una “fossa” al centro del naso».

Basta la laurea

Il punto, come denunciano anche gli esperti del settore, è che quello della medicina e della chirurgia estetica assomiglia sempre di più a un “mercato” con poche regole e troppi attori non sempre qualificati. «Oggi, in Italia qualsiasi neolaureato in medicina può candidarsi a effettuare procedure di medicina e persino di chirurgia estetica, senza magari avere mai visto un paziente, quindi senza esperienza clinica», spiega Emanuele Bartoletti, direttore dell’Ambulatorio di Medicina estetica e del benessere psicofisico nella patologia dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli di Roma e presidente della Società italiana di medicina estetica (Sime). «La legge non richiede una specializzazione e il boom di richieste degli ultimi anni ha spinto molti a buttarsi nel business, pur non avendo le competenze necessarie».
I numeri non mentono. L’ultimo report annuale dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery conta nel 2024 solo in Italia più di 1 milione e 370 mila procedure eseguite, tra chirurgiche e non chirurgiche. In media, l’anno scorso, ogni giorno più di 3.700 persone hanno messo piede in uno studio medico o in una sala operatoria per ritoccare o correggere una parte del proprio corpo.
Eppure, ad oggi non esiste ancora un iter formativo riconosciuto per chi svolge professioni di questo tipo. Ci sono percorsi strutturati, come la Scuola di specializzazione in Chirurgia plastica e ricostruttiva, o, per la Medicina estetica, i corsi quadriennali delle scuole gestite da società scientifiche accreditate dall’Istituto Superiore di Sanità, ma tanti preferiscono strade più brevi. Una tendenza, continua Bartoletti, che non solo espone i pazienti a numerosi rischi, ma finisce per svilire la professione stessa. «La nostra non è una disciplina che fornisce prestazioni su richiesta, come fossero mele o banane; non trasforma, ma cura e semmai corregge. In medicina estetica si parla a lungo con i pazienti, si approfondisce il problema, si eseguono analisi, si interviene con la prevenzione e con la manutenzione, e solo dopo, con un’eventuale correzione. Invece, ahinoi, c’è una pletora di medici che si accontenta di un corso di un week-end dove si insegna a iniettare filler sulle labbra, impara a promuoversi sui social, e si “lancia”». Ecco dunque l’eccesso che genera, quando non vere e proprie tragedie, eccessi e brutture: visi gonfi, labbra spaventosamente innaturali, seni pompati ll’inverosimile.

Chi scegliere

Secondo Roberto Bracaglia, presidente dell’Associazione italiana di chirurgia plastica ed estetica (Aicpe), anche i pazienti dovrebbero accostarsi alla decisione con maggiore consapevolezza, scegliendo medici in grado di valutare la situazione di partenza. «Un chirurgo esperto esamina il paziente e anche le ragioni che lo muovono, dopodiché propone una o più terapie alternative, prospetta i risultati, e se intuisce che la persona che ha di fronte non ha le idee chiare, è spinta magari da un disagio interiore o da un’insoddisfazione latente, sa dire no, esattamente come sa negare un intervento dall’esito incerto. Tornare indietro, in chirurgia, è molto difficile, e se una procedura è eseguita in malo modo, il danno è fatto. Un tessuto compromesso è un tessuto danneggiato per sempre, anche intervenendo in un secondo momento. Si ripara, sì, ma con tutti i limiti e i problemi del caso. E anche in medicina estetica, quando effettui una “semplice” iniezione riempitiva sul viso, stai intervenendo su un tessuto che presenta un groviglio di vasi e nervi: devi sapere con chiarezza dove agire».

Non si torna indietro

Nell’ambulatorio di Medicina estetica dell’Isola Tiberina è stato attivato un servizio per curare le complicanze di questo tipo e tra i casi più comuni ci sono pazienti che hanno avuto problemi con filler e iniezioni: noduli, necrosi cutanee, lesioni e allergie. «Spesso non viene consegnata al paziente nemmeno la cartella clinica, né le indicazioni dei prodotti usati, a volte abbiamo difficoltà a intervenire, perché i pazienti non sanno cosa è stato loro somministrato», dice Bartoletti.
Anche avere giustizia in tribunale, dopo, non è affatto semplice. «Una causa di malpractice medica dura anni e costa in media 20 mila euro», spiega Paola Tuillier. «Se poi i danni non sono permanenti e invalidanti, è difficile ottenere un risarcimento. Avevo una cliente con una lesione dei nervi del viso dopo un’iniezione, perdeva il controllo ogni volta che sorrideva o piangeva. Ma ha rinunciato».

A chi affidarsi? Cinque consigli per tutelarsi

Come capire se il medico o la clinica estetica a cui ci rivolgiamo è affidabile? Ecco cinque consigli che possono darci una mano.
1. Informati su chi ti cura
Sapere in quali mani ci si mette è fondamentale. In attesa che – si spera a breve – venga istituito un registro dei medici estetici che hanno seguito un determinato percorso formativo, controlla intanto che il professionista sia iscritto all’Ordine dei medici e chiedi che tipo di specializzazione ha. Se l’intervento è chirurgico, preferisci chi ha una specializzazione in chirurgia plastica.
2. Il primo test: la visita
«Che si tratti di ringiovanire il viso o trattare la cellulite, l’approccio deve essere diagnostico», dice Emanuele Bartoletti. «Prima di un intervento un medico fa un’anamnesi accurata, indaga sull’origine del problema, lo stato di salute del paziente, procede con esami e analisi».
3. Occhio alla cartella clinica
«Ogni struttura dovrebbe redigere per ogni paziente una cartella clinica che documenta esami, procedure eseguite, referti, e la documentazione andrebbe rilasciata alle dimissioni o comunque consegnata entro 30 giorni», spiega l’avvocata Paola Tuillier: «È diritto del paziente richiederla, se non viene rilasciata si può fare denuncia per omissione di atti di ufficio». Non solo. «Dalla cartella deve essere facile risalire al tipo di terapia somministrata, farmaci, protesi usate, filler, con numeri di lotto in scadenza: è fondamentale per intervenire in caso di complicanze», aggiunge Bartoletti.
4. Un consenso davvero informato
Non è pura formalità, va rilasciato e il paziente deve leggerlo con attenzione prima di firmare. «È un documento legale che descrive la procedura a cui ci si sottoporrà, il decorso post-operatorio e i possibili rischi», spiega l’avvocata Paola Tuillier.
5. Diffida di prezzi troppo bassi
Non fidarsi di prezzi fuori mercato. I costi dei materiali, del personale e delle attrezzature non possono scendere sotto una certa soglia. Secondo l’Aicpe, un filler di acido ialuronico non scende sotto i 250 euro, e arriva a 750 euro; un lifting totale va da 5.000 a 6.500 euro, una mastoplastica additiva da 4.500 a 7.000 euro.

I più richiesti

48,3% iniezioni di acido ialuronico
35,5% iniezioni di tossina botulinica
15,5% aumento del seno

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop

 

 

 

Tag: bellezza, chirurgia estetica, medicina estetica

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