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XXII Assemblea di Nova Coop

XXII Assemblea di bilancio Nova Coop

La coerenza delle nostre azioni

al servizio dei consumatori

Approvato il bilancio dell’esercizio 2010. All’Assemblea generale dei delegati svolta a Baveno sabato 25 giugno hanno partecipato 182 delegati in rappresentanza dei circa ottomila intervenuti alle 55 assemblee separate dei soci

Dalla soddisfazione per il positivo risultato del 2010 alla ricerca di una maggiore competitività ed efficienza, dalla richiesta di una politica che rilanci i consumi alla necessità di poter operare ad armi pari con la concorrenza privata, all’impegno per rendere sempre più informato e consapevole il consumatore. E’ stata una relazione a tutto campo quella tenuta dal Presidente di Nova Coop, Ernesto Dalle Rive, all’assemblea generale dei delegati di Nova Coop che sabato 25 giugno, a Baveno (provincia di Verbania), ha formalmente approvato il bilancio 2010, peraltro già approvato a larghissima maggioranza dai 7800 soci che hanno votato nelle 55 assemblee separate.
“Per il secondo anno consecutivo – ha ricordato Dalle Rive – le vendite hanno superato il miliardo di euro, con un aumento dello 0,46% sul 2009; l’utile netto è stato di 2,4 milioni (dopo aver pagato imposte per 5,9 milioni) e il cash flow globale di 44,6 milioni ha coperto per oltre il 90% gli investimenti netti. L’esercizio 2011 fa registrare un avvio positivo, con un andamento delle vendite che a metà giugno registra un aumento dell’1,25%, a rete omogenea con un incremento dello 0,50% sul preventivo”.  
Non può essere però dimenticato che il risultato soddisfacente di Nova Coop è stato ottenuto in un contesto socio economico di crisi, con la “totale assenza” di una strategia di Governo capace di dare fiducia e sostegno alla parte produttiva del sistema economico. “I risultati delle elezioni amministrative e del referendum – secondo Dalle Rive – indicano con chiarezza quale perdente, il governo Berlusconi, ma si fatica a individuare un chiaro progetto politico-economico del vincente. Occorre un passo diverso. La scelta di procedere a una nuova stagione di liberalizzazione è ineludibile se si vuole davvero tonificare il sistema. Come cooperatori vogliamo contribuire a rendere il nostro paese più ricco e giusto e chiediamo alle forze politiche di non ostacolarci. Per far questo dobbiamo operare sul mercato ad armi pari con i nostri competitori, ricercare efficienza senza perdere la coerenza con i nostri valori”. Un ostacolo in questo senso si sta dimostrando però la trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro, dopo che quello del settore privato – ha sottolineato Dalle Rive – “si è chiuso in maniera molto favorevole ai nostri competitori, determinando così un elemento differenziale di costi a nostro svantaggio non più sostenibile”.
Coop ha dato ampia disponibilità a confrontarsi senza pregiudiziali con i sindacati, ma, a differenza di Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, Filcams-Cgil ha “negato in via di principio la validità delle proposte di Coop senza formulare nessuna proposta alternativa” e dimenticando che “un contratto può essere distintivo a parità di costi a fronte di un impianto normativo qualitativamente migliore”. Dalle Rive ha poi ribadito l’impegno a “far crescere la consapevolezza e la capacità di scelta del consumatore” che deve essere “informato, capace di capire e di chiedere non il prezzo più basso, ma il prezzo più giusto”. Ha quindi rinnovato il suo ottimismo riguardo al non semplice“percorso di integrazione progressiva” con Coop Liguria e Coop Lombardia, che “deve realizzarsi all’interno di un clima di piena trasparenza e fiducia”, nella speranza che i recenti cambiamenti avvenuti al vertice di Coop Lombardia rappresentino  un ulteriore stimolo e non un freno all’intero processo. Ha inoltre ricordato i buoni risultati ottenuti da Coop Italia (che raggruppa le nove grandi cooperative di consumo italiane) grazie al “proficuo rapporto” tra il Consiglio di sorveglianza da lui presieduto (il suo mandato scadrà a fine anno) e il Consiglio di gestione, e ha espresso preoccupazione per il “vuoto pesante” determinato dal fatto che l’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori non è ancora riuscita a eleggere un nuovo presidente dopo le dimissioni di Aldo Soldi.
“Lucida, severa, da buon sabaudo” è stata definita la relazione di Dalle Rive da Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione di Coop Italia, una realtà che nel 2010 ha registrato 12,2 miliardi di fatturato, superato il 18% di quota di mercato e dato lavoro a 56 mila dipendenti.
Tassinari non ha criticato la politica del rigore (“come imprenditori siamo attenti ai conti”), ma ha sollecitato al governo una politica economica di sostegno alle famiglie che, come avvenuto in altri paesi dell’occidente, favorisca la ripresa dei consumi e quindi dell’economia. “Noi – ha detto – abbiamo fatto la nostra parte nella tutela del potere d’acquisto: dal 2003 al 2010 l’inflazione Coop è stata del 4,9% a fronte di un’inflazione Istat del 15%. Abbiamo ottenuto questo nel rispetto del prezzo giusto e della tutela della salute dei consumatori”. Tassinari ha concluso invitando tutti i presenti ad essere “orgogliosi” di far parte di Nova Coop, una cooperativa gestita con “onestà e correttezza”.
Il presidente di Legacoop Piemonte, Giancarlo Gonella, ha ricordato gli “atteggiamenti pregiudizialmente ostili nei confronti della grande distribuzione” espressi dalla Giunta regionale piemontese all’inizio del suo mandato e “il lavoro a largo raggio con tutte le forze politiche, e anche con le associazioni concorrenti, per contrastare questa impostazione”. “Questo ha portato a qualche risultato – ha precisato – visto che al congresso regionale di Legacoop, tenutosi a Torino a fine Febbraio, lo stesso Governatore Roberto Cota ha voluto spendere parole di comprensione per le nostre preoccupazioni”. Ha poi sottolineato che Nova Coop sta offrendo grandi opportunità di lavoro a tante cooperative.
Durante l’assemblea, presieduta dal vice presidente di Nova Coop Renato Germiniani, hanno pure preso la parola il presidente del Collegio sindacale, Stefano Beltritti (che ha ribadito la trasparenza del documento di bilancio che fornisce dettagli maggiori di quanto richiesto dalla legge) e i delegati: Giuseppe Cravero (Beinasco), Giorgio Paschetta (Bra), Erminio Facchinetti (Cameri), Giuseppe La Marca (Torino, via Livorno), Giovanni Cardone (Novara), Salvatore Francese (Torino, corso Molise), Rosi Patrizio (Avigliana), Giuseppe Ballardini (Oleggio), Giacomo Pinnisi (Novara), Gemma Tavella (Avigliana), Giuseppe Marini (Casale Monferrato), Antonio Marongiu (Casale Monferrato).

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