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Un pianeta da difendere


Un pianeta da difendere

di Mario Tozzi

primo ricercatore Cnr – Igag

e conduttore televisivo

 

Fa davvero caldo

A proposito di clima e meteo


 

Arrivato il grande caldo estivo è finalmente terminato il chiacchiericcio attorno al clima dell’inizio del 2010, che sarebbe stato, secondo alcuni soliti noti, “freddo e piovoso come mai”. Siamo arrivati al punto che il nostro Presidente del Consiglio ha potuto pubblicamente affermare che non è davvero il caso di battersi conto il cambiamento climatico, perchè quest’anno lui ha già preso tre volte il raffreddore. Quindi si curasse l’allergia, verrebbe da dirgli, perchè i dati sulle temperature (gli unici che contano) ci dicono che i primi quattro mesi dell’anno in corso sono stati i più caldi dal 1881, e che maggio è sulla stessa strada. Sì, avete capito bene, i più caldi da 130 anni a questa parte, al di là delle nostre personali percezioni di caldo o di freddo. E, invece, queste percezioni hanno avuto il sopravvento: mezzi di comunicazione di massa che confondevano il tempo con il clima, uomini politici che dichiaravano a sproposito e “scienziati scettici” che tendevano ad accreditare la fine del riscaldamento atmosferico. Non è così, purtroppo, ma il danno creato da queste esternazioni è grave, in quanto induce a trascurare un problema che le prima ondate di calore hanno già riproposto, e cioè che farà sempre più caldo, mentre gli uomini non sanno ancora come fronteggiare il problema.

Varrà la pena di ribadire che il tempo atmosferico è quello che incontriamo sulla porta di casa quando usciamo ogni mattina, mentre il clima (letteralmente il termine si riferisce all’inclinazione dei raggi solari) è la media di quel tempo su lassi lunghi (decennali o secolari). Dunque perchè la tendenza al riscaldameno atmosferico si inverta ci vorrebbero, eventualmente, venti o trenta estati fredde, cosa che i dati finora smentiscono. Inoltre il primo quadrimestre dell’anno non è stato così freddo come abbiamo sostenuto, ma casomai solo più piovoso, e vedremo alla fine dell’anno se oltre la media oppure no. Ma non pare vero a chi ci governa di sottovalutare un problema che richiederebbe una colossale riconversione ecologica delle attività produttive, cosa che andrebbe fatta subito, scegliendo i modi, piuttosto che soffrirla per trauma quando sarà troppo tardi. Ma il mondo politico italiano è complessivamente impreparato per comprendere i termini scientifici della questione e quello imprenditoriale troppo pavido per lanciarsi nella green economy, visto che deve oltretutto smaltire le attività “sporche” che ha continuato allegramente a portare avanti per anni.

Questo è un paese bizzarro, non ritiene che la scienza sia cultura e privilegia le sensazioni personali, ritenendole descrittive della realtà. Valga per tutti la famigerata “temperatura percepita”, concetto inesistente dal punto di vista fisico, ma largamente usato per spiegare la nostra personale sensazione di caldo. Quella sensazione dipende dall’umidità, che è un parametro scientifico, combinata con la temperatura (altro parametro scientifico): possiamo avere più o meno caldo, ma la temperatura resta la stessa. Ma si sa, quest’anno abbiamo sentito più freddo


Mario Tozzi

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