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Un dibattito vivace con tante voci

Assemblea generale

Un dibattito vivace con tante voci

Ad aprire i lavori dell’assemblea generale, Raul Borciani, presidente del distretto sociale Coop di Reggio Emilia e Quattro Castella e i saluti di Sonia Masini, presidente della Provincia di Reggio Emilia: “ho accettato volentieri l’invito di Coop Nordest. Insieme abbiamo vinto tante battaglie. Dobbiamo saper fare le alleanze giuste. Convergiamo, noi come Provincia, voi come cooperativa, su posizioni comuni pur partendo da ruoli diversi. Stiamo vivendo un momento difficile per l’Italia ed l’Europa sul piano economico, sociale e morale”.
Giuliano Poletti, presidente nazionale di Legacoop, nel suo intervento  ha offerto un’interressante analisi della situazione economica, evidenziando come si tratti essenzialmente di una crisi di ingiustizia: “non è vero che in questi anni non si è prodotta ricchezza, il problema è che non è stata distribuita equamente. Si può discutere e riflettere sulla povertà senza discutere della ricchezza? La cooperativa è la forma societaria che distribuisce la ricchezza in modo più equo, è la prima pietra per una società più giusta ed è la forma più adatta a rendere protagonisti i cittadini”.
Alla relazione di Marco Pedroni, che, ha descritto oltre ai risultati del 2010, le prospettive future di Coop Nordest, si sono alternati, fra gli altri, gli interventi dell’europarlamentare Debora Serracchiani e di Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, che ha puntato l’attenzione sul tema della liberalizzazioni come motore economico del paese.
Tanti gli interventi dei delegati che hanno parlato delle esperienze realizzate sul territorio dai distretti Coop e hanno avanzato proposte, suggerimenti e critiche su singoli aspetti dell’attività della cooperativa.
L’assemblea è proseguita, poi, con gli interventi di Paolo Landi, segretario generali di Adiconsum, focalizzato sul consumo responsabile e sulla responsabilità sociale d’impresa e di Salvatore Gibiino, presidente della Cooperativa sociale Pio la Torre  di San Giuseppe Jato (Pa), che tra gli applausi dei delegati in standing ovation ha raccontato l’esperienza della cooperativa che dal 2007 opera sui terreni confiscati alla criminalità organizzata, lavorando prodotti dal particolare valore immateriale, portatori di un importante messaggio sociale, culturale e civile: la legalità organizzata in contrasto e in alternativa alla criminalità organizzata. “Un bene confiscato che viene lasciato in disuso – afferma Gibiino – è un fallimento per tutti. Noi ci siamo abituati a raccontare i fatti: abbiamo ridotto i nostri stipendi per offrire la possibilità di lavorare a soggetti svantaggiati. Non abbiamo paura perché la paura paralizza”.
Ha concluso l’assemblea Noreena Hertz, teorica del Coop Capitalism che ha criticato con parole aspre il modello liberista che ha dominato sul piano economico e culturale negli ultimi trenta anni.

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