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Tv digitale, scatta l’ora X


Tv digitale, arriva l’ora X


 

Al via la stagione del grande switch-off nel Nord Italia. Dal 18 maggio passeranno alla televisione digitale terrestre milioni di persone in varie regioni. Entro l’anno, il 70% degli italiani avrà compiuto il salto. Vediamo le opportunità e i problemi in arrivo


 

Addio tubo catodico. E ora che si fa? Tra timori, dubbi e nuove opportunità il 18 maggio scatta l’ora X della televisione digitale terrestre (TDT) in tre grosse regioni: Lombardia, Piemonte e un primo pezzo di Emilia Romagna. Diciannove province, per complessivi 12 milioni di abitanti, più una manciata di comuni tra Modena e Reggio, assisteranno allo spegnimento anticipato del segnale analogico che per ora interessa solo Rai2 e Rete4 (è il cosiddetto switch-over). Ma è l’unica “sperimentazione” graduale dell’anno. Il Comitato Nazionale Italia Digitale, infatti, presieduto dal vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani, ha approvato il calendario 2010 e il passaggio diretto (senza anticipo) allo switch-off di tutte le reti è previsto in una vasta area del Nord Italia a partire dall’autunno (vedi calendario). Si inaugura, così, il capitolo decisivo della transizione destinata a concludersi nel 2012. Entro il prossimo Natale, 10 milioni di famiglie, ovvero 23 milioni di persone abbandoneranno la televisione in chiaro e il 70% della popolazione italiana sarà sintonizzato sulla nuova piattaforma. Che benefici ne avrà? Un maggior numero di emittenti e di programmi sia in chiaro (gratis) che criptati (a pagamento), in quest’ultimo caso previa sottoscrizione di abbonamento. Riceverà, poi, un segnale audio/video più nitido. Assisterà all’aumento dell’offerta, con varie versioni audio anche di uno stesso programma. Potrà partecipare a trasmissioni interattive e utilizzare la tv (con il decoder giusto e laddove il servizio è attivo) per accedere a informazioni di pubblica utilità. Si libererà spazio sull’etere e aumenteranno, secondo l’esperienza fatta, il numero di spettatori e il tempo trascorso davanti alla tv: nelle aree completamente digitalizzate l’ascolto medio è ora di 4 ore e mezzo al giorno (267 minuti per l’esattezza), con una crescita più che doppia rispetto al resto del paese. Tutto ciò salvo, ovviamente, imprevisti.

Andrà infatti tutto così liscio?

Nella hit parade dei disservizi pubblicata dal Movimento Difesa del Cittadino, troviamo la difficoltà nella scelta del decoder (40%), i problemi di sintonizzazione dello stesso e la difficoltà nell’uso del telecomando (25%), la mancata ricezione di uno o più canali (20%) e la difficoltà di ricezione (15%). Ebbene, sulla ricezione e la qualità dell’immagine va detto che dipendono dalla copertura della zona (gli aggiornamenti sul sito www.dgtvi.it) e dalla potenza del segnale. L’immagine digitale, rispetto all’analogica, per sua stessa natura quando “entra in sofferenza” non sgrana ma si mantiene di alta qualità finchè è possibile, quindi “squadretta”, si blocca o scompare temporaneamente se i canali sono numerosi e di bassa qualità. Questi problemi a regime dovrebbero risolversi. Ci possono essere, poi, questioni di adeguamento del software del decoder risolte in genere automaticamente nel giro di qualche giorno. Il problema è più grosso se tocca le centraline di antenna troppo vecchie, cosa piuttosto frequente ad esempio nei condomini della Lombardia. Problemi ancora più seri per chi abita in vallate o coni d’ombra di alti palazzi. La soluzione, in questi casi, è un’antenna parabolica più un decoder satellitare Tivùsat (ma non necessariamente) che riproduce l’offerta TDT unita a un’ampia scelta di emittenti regionali, nazionali o internazionali: una soluzione alternativa ma più costosa (150 euro almeno per comprare e montare la parabola, più un centinaio di euro per il Tivùsat) che non fa vedere le piccole reti locali che non hanno risorse per andare sul satellite. Tante sono le variabili che per qualunque scelta di fondo è meglio consultare un’antennista di fiducia. Infine una notizia a suo modo “rassicurante”: se non vedremo le dirette dei mondiali di calcio sudafricani non sarà colpa del digitale terrestre. L’esclusiva infatti è di Sky, su Raiuno solo le 25 partite più importanti: quelle dell’Italia e la fase successiva a quella a gironi. Chi abita nella zona “giusta” e ha il decoder “giusto” (nemmeno basta una tv Hd ready o Full Hd che quasi mai contiene un decoder Hd), potrà vederle in alta definizione. Per tutti gli altri, solo una sintesi in differita.  INFO: numero verde Ministero 800022000 con chiamata gratuita; sul web: www.raiway.rai.it; www.digitaleterrestre.rai.it; www.decoder.comunicazioni.it; www.dgtvi.it


Claudio Strano

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