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Tra la Tv e Facebook il vecchio stadio conta sempre meno

Dalla Tv a Facebook
E il vecchio stadio non conta più

La maggior parte delle risorse economiche e finanziarie di una società sportiva provengono, oggi, dai diritti televisivi. Più una squadra è seguita sul piccolo schermo, più guadagna. Una torta da un miliardo di euro. Di questa somma, come recita la Legge Melandri del 2008, un club incassa il 30% sulla base dei bacini d’utenza, un altro 30% in virtù dei risultati conseguiti sul campo e il restante 40% viene ripartito in parti uguali tra tutti i club. Ma che cos’è un bacino d’utenza? È sostanzialmente il numero dei tifosi e simpatizzanti sparsi per il paese e abbonati alle pay-tv (Sky e Premium) individuato da una società di indagine demoscopica incaricata dalla Lega calcio. Non a caso sul calcolo dei bacini si scontrano ogni anno le big del campionato. Ai fratelli poveri della Lega Pro rimangono poche briciole e nemmeno: il 3% dei ricavi, dovrebbe essere, sempre secondo la legge Melandri, ma non arriva neanche l’1%. Mario Macalli, presidente di Lega Pro, parla apertamente di "furto delle grandi società" e per avere giustizia si è rivolto ai tribunali reclamando "tre anni di diritti televisivi". Se i diritti televisivi sono una torta con sempre meno zucchero (per il triennio 2012-2015 andranno tutti rinegoziati e di questi tempi…), lo stadio è il contorno, o per meglio dire una garanzia patrimoniale se lo si possiede in proprietà nonché un investimento per il calcio del futuro, che prevede cittadelle dello sport dove fare shopping e stare con la famiglia. Uno stadio insomma da vivere tutti i giorni. "Si tratta di un modo per ampliare i ricavi – spiega Cesare Bisoni, professore di economia – mentre oggi si gioca tutte le domeniche quando va bene, e quando va male una volta ogni quindici giorni e per 2 ore. Niente che possa valere l’investimento e il costo di mantenimento degli stadi". In altri paesi, come la Germania e l’Inghilterra, lo stadio di proprietà è la regola, non in Italia fatta eccezione per quello della Juve da poco inaugurato a Torino. Da noi si contano 129 stadi obsoleti e le società pagano ai Comuni affitti che nel caso di Milano sono di 7,5 milioni di euro annui. Il gettito dei biglietti è pari ad appena il 15% dei guadagni.
Intanto gli interessi e gli appetiti continuano a spostarsi. Per dare un’idea di dove vanno, ora nemmeno la televisione sembra più il mezzo migliore per far vedere le partite al mondo intero. Sky debutta infatti in questa stagione con le sue dirette in streaming sull’iPad per passare poi, nel giro di qualche mese, su smartphone e pc. Ma c’è chi ha fatto di più, tentando il grande salto sui social network che mettono sul piatto milioni di "contatti": hanno fatto notizia, quest’estate, le partite della Coppa d’Inghilterra trasmesse per la prima volta in diretta su Facebook. L’idea è venuta allo sponsor della Coppa inglese, la birra Budweiser, che ha corrisposto i diritti alla League per ospitare le partite sul suo profilo Facebook. Impensabile, fino a pochi anni fa. Un clic su "mi piace" e addio ai cori da stadio…   



Claudio Strano

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