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Poletti (legacoop): “Servono misure per sostenere la crescita”

“Servono misure per la crescita”
Poletti (Legacoop): “La manovra de governo è iniqua, il parlamento la corregga”

Nella drammatica successione di eventi dello scorso mese di agosto, che ha visto il sistema finanziario mondiale vacillare sotto i colpi della speculazione (e con l’abbassamento del rating del debito Usa, cioè lo Stato simbolo dello sviluppo degli ultimi decenni), si è avuta anche la conferma della fragilità e delle difficoltà con cui il nostro paese è costretto a misurarsi e dei colpevoli ritardi con cui il governo ha affrontato questi frangenti.
La Finanziaria bis che ci è stata imposta a Ferragosto dalla Banca centrale europea, proprio per la debolezza intrinseca del pacchetto di provvedimenti messo a punto a luglio dal governo, la dicono lunga sulla condizione in cui ci troviamo.
È del resto per lo meno singolare che, all’indomani del primo pacchetto di misure varato dal governo, tutte le forze economiche e sociali abbiano posto il tema del bisogno di una discontinuità nella politica economica, per poter affrontare in maniera credibile ed efficace, sia il tema del contenimento della spesa, ma soprattutto quello del sostegno allo sviluppo, che è il vero grande nodo da affrontare per poter fare in modo che dalla crescita, e non solo dai tagli, possano arrivare risorse per affrontare la crisi e consentire a imprese e famiglie di reggere. Purtroppo, mentre noi assieme a tutto il mondo economico lanciavamo questo messaggio, e mentre nuvole nere si addensavano sui mercati finanziari, il governo pensava ad altro, concentrandosi sul processo lungo o altre amenità.
I fatti hanno bruscamente richiamato tutti alla realtà e la Banca europea, per acquistare ancora i nostri titoli di Stato, ha imposto un pacchetto di misure che il governo ha in fretta e furia varato e che ora dovrà andare al vaglio del parlamento.
Purtroppo, per quel che è dato vedere sin qui, nel merito di questa manovra da 45 miliardi, sembrano emergere limiti pesanti. Quel che c’è di sicuro nell’immediato sono solo tagli di spesa, mentre sullo sviluppo dell’economia non c’è nulla. Anche i riferimenti su misure di liberalizzazione e aperture dei mercati appaiono come ipotesi lontane, in tempi medio lunghi, mentre i tagli sono già operativi.
Un altro grave limite sta sul piano dell’equità. Il fantomatico contributo di solidarietà per i redditi sopra i 90 mila euro non tocca minimamente i grandi patrimoni. Ricordiamo che 90 mila euro annui significa stipendi netti per i dipendenti che sono intorno ai 3.500 euro al mese. Cifre importanti, sicuramente, ma ben lontane dai valori di cui sentiamo parlare ogni giorno a proposito dell’evasione fiscale, che resta il grande buco nero da aggredire.
Guardando al merito della bozza di manovra c’è poi da mettere in conto un effetto di depressione sui consumi. E ciò finirà col pesare sulle imprese, come ad esempio Coop cui si rivolgono milioni di famiglie italiane. In più è del tutto evidente che l’ulteriore dose di tagli agli enti locali finirà col produrre un aumento della tassazione, specie in quelle realtà dove più ricca è la rete di servizi offerta ai cittadini.
Se questi sono i contenuti di massima della Finanziaria, l’auspicio non può che essere quello che queste debolezze strutturali siano corrette nel corso dell’iter parlamentare. Nessuno mette in discussione che l’intervento sia necessario, che debba avere questi saldi e debba essere tempestivo. Ma i limiti politici sono evidenti e rischiano di non avvicinarci alla soluzione del problema che come sistema paese abbiamo di fronte.
Come Legacoop siamo ben consapevoli delle difficoltà che l’Italia in particolare sta vivendo e non intendiamo sottrarci alle responsabilità che ci competono. Proprio nella consapevolezza di queste difficoltà, unitamente all’insieme del mondo economico, alle altre organizzazioni di impresa e ai sindacati abbiamo avviato un confronto e assunto pronunciamenti comuni, per sollecitare l’adozione di soluzioni condivise e convincenti, utili a stimolare la ripresa economica. Nel fare questo ognuno di noi ha rinunciato a qualcosa nella convinzione di poter contribuire a un risultato importante per il bene comune e per la tenuta del sistema politico e sociale. Come cooperazione, già da diversi mesi ci eravamo mossi proprio in questa direzione con la nascita dell’Alleanza delle Cooperative, un coordinamento stabile delle associazioni di rappresentanza del settore per dare più forza alle cooperative ed alla loro capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini. Continueremo su questa strada, con determinazione e spirito unitario.   

Giuliano Poletti

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