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Per i giovani Coop il consumo è critico ed etico

 

Per i giovani Coop il consumo è critico ed etico
Ma chi sono i giovani soci Coop? Come sostiene il sociologo Ilvo Diamanti, curatore della ricerca LaPolis dell’Università di Urbino, “essi sono anzitutto, giovani. E condividono con i loro coetanei gli orientamenti prevalenti”. A leggere le loro risposte ai quesiti salta però all’occhio un po’ più di pragmatismo, unito a qualcosa che potremmo chiamare “impegno”…
Alla domanda: che cosa significa essere socio di una cooperativa? I giovani Coop rispondono al 55% che è per ottenere dei vantaggi economici (la totalità dei giovani invece si ferma al 34%) e solo al 27% per essere in sintonia con i propri ideali. Ma al quesito che riguarda il consumo critico, i giovani Coop, carrello alla mano, corrono in difesa di buone cause: dall’acquisto di prodotti in base a motivi di tipo etico, politico o ideologico (lo fa il 57%, contro il 45% di tutti gli altri) a quelli del consumo equo e solidale (il 58% contro il 49%). Il 44% boicotta alcune marche per motivi politici e addirittura il 77,5% ha speso soldi dove parte del guadagno era per finanziare cause umanitarie.
I giovani soci Coop ritengono poi che la differenza tra le cooperative e altre imprese è che esse siano più competitive (lo ritiene il 71% contro il 57% di tutti gli altri), che diano più lavoro ai giovani (60%) e siano più attente all’ambiente (70%) e ai temi sociali (59%). “Per i giovani soci Coop – conclude Diamanti – la scelta stessa di aderire alla Coop costituisce, per loro, una forma di impegno. Una scelta “politica” che, come per gran parte dei giovani coetanei, avviene attraverso stili di vita etici e di consumo critico, più che attraverso il coinvolgimento in luoghi e canali istituzionali: acquistando oppure boicottando i prodotti di un’azienda o provenienti da alcuni paesi piuttosto che attraverso l’iscrizione a un partito o a un’organizzazione politica. La cooperazione stessa è vista come un mix di vantaggio e coraggio, utilità e generosità”.

 

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