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Natale con effetto giocattolo

Effetto giocattolo

Sarà il Natale di Barbi e delle Zhu Zhu Pets per le bambine e di Ben 10 e Bakugan per i maschietti. Guida per districarsi tra le tante proposte

Tra Natale e la Befana si concentra il 60% del fatturato di un anno del fantastico (e consumistico) mondo dei giocattoli. La crisi riduce un po' lo scontrino medio ma non le vendite (in crescita quelle di Coop) perché per la felicità dei bambini gli italiani sono disposti a chiudere un occhio e aprire il portafogli. Già, ma cosa troveranno sugli scaffali, quest'anno, e come rendere felici figli e nipoti senza rinunciare magari ad educarli un po'?
Tralasciamo volutamente videogiochi e console per i più grandicelli (dei sensori di movimento Wii, Kinect e Move per Playstation abbiamo parlato su Consumatori di ottobre) e distinguiamo da una parte i regali più richiesti dai bambini e pubblicizzati nei pomeriggi televisivi, dall'altra quelli richiesti… da genitori e nonni. Nel primo gruppo continua il successo di peluches del tipo Zhu Zhu Pets (15 euro circa), criceti-robot interattivi a batteria che hanno fatto impazzire gli americani lo scorso anno: ognuno dotato di una personalità e di un comportamento diverso dagli altri, si muovono su rotelline dentro un tunnel, giocano a palla, fanno surf e skateboard e… non sporcano. Una novità per le bambine che sono ancora innamorate anche dei cuccioli Cerca Amici (a pochi euro) scappati dallo zoo o persi nella giungla e dell'onnipresente micetta Hello Kitty, meno dei tramontati Pokemon. Tra le bambole, spicca su tutte l'eterna Barbie, che nonostante i suoi 50 anni festeggiati con tanto di francobollo celebrativo (ha un proprio sito, www.barbie.com) si mantiene giovane e bella: è offerta in versione da festa, in camper, su un arereo in prima classe, vestita da tour Eiffel, da Statua della libertà e così via.
La formula studiata dal marketing si ripete: c'è un personaggio di base come la bionda eroina o i Gormiti (in fase calante, dopo un biennio strepitoso) messo in vendita a un prezzo risibile (tra gli 8 e i 15 euro) e poi una serie di playset (collezioni a tema) per aumentarne la "giocabilità" che toccano anche i 260 euro come per la Casa dei sogni di Barbie, a tre piani, ammobiliata con ascensore. Molto meno (50 euro circa) per avere il classico dei classici, quel Cicciobello bua che risulta il più venduto tutto l'anno. Bene anche le fatine Winx rilanciate dal film in 3D da poco nei cinema. Per loro e per molti altri personaggi d'azione e non, funziona la "centrifuga" mediatica che spalma il marchio in quasi tutti i segmenti di mercato, compreso l'alimentare. Dietro c'è il fenomeno del "licensing" che – fa sapere Assogiocattoli – negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore importanza: un giocattolo su 3 sotto Natale è ormai sottoposto alla legge del licenziante, il produttore, che vende a più aziende licenziatarie il suo personaggio di successo legandolo a serie Tv, movies, eventi, web, Dvd, carte, magazine, videogiochi e a tutte le categorie del merchandising.
Ma passiamo ai giocattoli dei maschietti. Starwars e Transformers sono in una parabola discendente mentre si prevedono sfracelli per le avventure di Bakugan nell'Arena e di Ben 10, due supereroi relativamente giovani che spopolano nei cartoon. Il primo è giapponese come il ninja Naruto, i Power Rangers e molti altri. Le avventure hanno per protagonisti Danma "Dan" Kuso e i suoi amici capaci di richiamare dei mostri, i Bakugan, da un'altra dimensione, con tanto di tornei di "bakugani" ed eventi collegati. Ben 10 è invece un ragazzino statunitense di dieci anni a cui un misterioso orologio ha conferito il potere di trasformarsi in altrettanti alien (live show attualmente in giro per l'Italia). Piacciono molto in generale le action figures, riproduzioni in miniatura di personaggi di fantasia (come Hero Force), non troppo diverse dai soldatini di altri tempi (ricordate quelli dell'Airfix, oggi solo su e-bay?). Per non parlare delle costruzioni Lego, premiate come miglior giocattolo del secolo passato, ora sugli scaffali con le news del megacastello di Atlantis (anch'esso "sostenuto" da un minifilm televisivo) e di City Air-port, in cima alle classifiche inglesi davanti a Toy Story 3 l’astronauta e al Monopoli.
A proposito. E i regali più amati da nonni e genitori? Ovviamente quelli dei loro tempi, quelli che considerano educativi o comunque rassicuranti e i giochi da tavolo. Oltre al famoso Sapientino con domande e risposte in una veste elettronica (sotto i 20 euro) e i vari Computerini per un approccio soft alla tecnologia, troviamo in alternativa i giocattoli di provenienza anglosassone e nordica che palesano una diversa matrice culturale: ecco infatti in testa alle vendite di una famosa catena distributiva un ingranditore per osservare da vicino gli insetti vivi (sotto i 10 euro) fornito in tre diverse varianti. Giochi semplici ma educativi che vanno alla scoperta della natura, dello spazio, degli animali. Giocattoli di legno e "verdi", come ad esempio una casa ecologica da assemblare con pannello fotovoltaico. Giocattoli equosolidali per aiutare popoli lontani. Giocattoli nuovi ma anche seminuovi e usati da raccogliere e destinare a bambini bisognosi, poveri, terremotati, alluvionati o semplicemente soli. Che chiedono un giocattolo. Niente di più. Un giocattolo che diverta ed emozioni, senza accessori e licenze.   
 

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