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L’intervista: Monnalisa

L’intervista

Monnalisa

Il nome d’arte che ha scelto, Monnalisa evoca fasti artistici e un passato “classico”. A vederla, e a ascoltarla, questa giovane cantante fiorentina, dimostra invece di essere una interprete che, partendo dalla melodia, è proiettata nel futuro del pop elettronico. Un talento del quale si è accorta Irene Grandi che l’ha voluta prima nel suo gruppo e ha poi prodotto il suo disco d’esordio, Non ce l’hai. A Consumatori Monnalisa ha raccontato le sue scelte culturali.

Lisa, quali sono i dischi che hai più ascoltato negli ultimi mesi?
Ultimamente ascolto molta dance, sono attratta dai grandi Dee Jay. E mischio questa passione con i miei amori di sempre, il rock e la musica classica.
Ho una vera passione per Rihanna, Only girl in the world trasmette freschezza, con la sua voce, il suo sound, così ricco di citazioni afro americane. Ma è stata, per me, anche una stagione caratterizzata dalla “scoperta” di Antonio Vivaldi con Nulla in mundo pax sincera, specie nella versione della colonna sonora di Shine, musica che eleva il mio spirito. Infine, perché la vita è anche piacere, danza, consiglio qualsiasi disco di David Guetta che, mi fa ballare e mi diverte, ammaliante come le sirene di Ulisse!!!

Veniamo a parlare di libri?
Amo le biografie, ma ultimamente ho letto due libri di grandi autori che mi hanno emozionato, Da un’altra stella di Hermann Hesse, una raccolta di racconti, fantasiosi a tratti e saggi in altri e Brida di Paulo Cohelo, la storia di una ragazza attratta dalle arti magiche e occulte, come succedeva a me quando ero piccola. Ho appena iniziato Bella gente d’Appennino dell’ex leader CCCP Giovanni Lindo Ferretti che ho sempre seguito come musicista e sono incuriosita dagli spaccati di vita che costruisce nel libro.

Che film hai visto di recente?
Non vado al cinema molto spesso, ma cerco in dvd i film che mi interessano di più, anche vecchie videocassette che consumo ormai da anni. Ho rivisto con grande gioia alcuni film del passato come Priscilla – la regina del deserto e Il signore degli anelli. La trilogia di Tolkien mi fa entrare in un mondo fantastico dal quale non vorrei mai uscire. Poi ho visto Il quinto elemento, un viaggio immaginario in un futuro possibile.

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