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Legambiente denuncia: il governo affossa le energie rinnovabili

Legambiente denuncia:
il governo affossa le energie rinnovabili

Il governo toglie risorse alle energie rinnovabili vuole affossare le energie rinnovabili. È questa la denuncia di Legambiente e di altre associazioni italiane, nonché di aziende del comparto delle energie alternative, che avevano chiesto al ministro Romani un incontro sul decreto legislativo Romani stesso ha annunciato di voler presentare oggi al Consiglio dei ministri. Legambiente, Greenpeace, Wwf, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Kyoto Club, Ises, Anev, Aper, Assoenergie futuro e Assosolare hanno espresso all’unanimità il proprio disaccordo nei confronti dei tre punti cardine del Decreto: il tetto massimo di 8.000 MW per qualsiasi incentivo per l’installazione di impianti fotovoltaici, un taglio retroattivo del 30% per quelli in vigore nel settore eolico e l’introduzione del sistema di incentivi con aste per i nuovi impianti, risultato fallimentare nei paesi in cui è stato introdotto.
«Per quanto riguarda il solare – denunciano i rappresentati delle associazioni – l’articolo 23 della bozza di decreto prevede che a decorrere dal 1 gennaio 2014 venga abrogato il conto energia. Nel caso di raggiungimento anticipato dell’obiettivo specifico per il solare fotovoltaico, fissato a 8.000 MW per il 2020, è sospesa l’assegnazione di incentivi per ulteriori produzioni da solare fotovoltaico fino alla determinazione di nuovi obiettivi programmatici e delle modalità di perseguimento». Un obiettivo ridicolo se si fa il paragone con la Germania, dove è stato raggiunto nel solo 2010, che diventa tragico se si pensa al rischio di sanzioni da parte dell’Ue verso le quale andiamo incontro visto il mancato raggiungimento del 20-20-20. Per non parlare delle persone che perderanno il proprio posto di lavoro visto che già oggi il comparto delle rinnovabili conta oltre 100.000 occupati. Il secondo punto, quello che riguarda l’eolico, viene contestato perché non tiene in considerazione «il divieto, stabilito dall’Unione Europea, di introdurre misure retroattive perché toglierebbero certezze agli investimenti già effettuati o programmati nel settore».
«Ciò che fa più rabbia – dichiarano tra gli altri Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, Domenico Belli, Responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace e Stefano Leoni, Presidente del Wwf Italia – è sicuramente l’ennesimo tentativo di questo Governo di screditare le fonti rinnovabili non tenendo minimamente conto né delle discussioni che si sono svolte in questi mesi in parlamento né delle risoluzioni di Camera e Senato».

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