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Le “sparate” dei sindacati sulla vigilanza

Le "sparate" dei sindacati
sulla vigilanza

Secondo un loro comunicato Coop Estense si avvarrebbe di nuovi fornitori che applicano contratti poco trasparenti per ridurre così i costi del servizio. La cooperativa risponde che sono illazioni "false e infondate" e rivendica l'autonomia delle scelte per avere efficienza alle migliori condizioni di mercato

Il 13 dicembre scorso le organizzazioni sindacali modenesi del commercio hanno diffuso alla stampa locale un comunicato che ha sconcertato e suscitato la ferma reazione di Coop Estense.
Il comunicato aveva ad oggetto l'ipotesi di nuovi appalti per le forniture dei servizi di vigilanza nei punti di vendita della cooperativa, e quindi l'eventualità di ricorrere a fornitori diversi dalla cooperativa reggiana Coopservice.
Ciò che Coop Estense ritiene estremamente grave, oltre al fatto di aver commentato una scelta che nulla aveva di ufficiale o definitivo (all'epoca del comunicato nessun nuovo contratto era stato infatti sottoscritto con alcun nuovo fornitore), sono le accuse mosse dalle organizzazioni sindacali, le quali hanno lasciato intendere che la cooperativa, con l'obiettivo di ridurre i costi del servizio, si sarebbe avvalsa di nuovi fornitori che applicano contratti non del tutto trasparenti ai propri dipendenti.
Coop Estense precisa a scanso di malintesi che non ha mai utilizzato e certamente non ha intenzione di iniziare ad avvalersi di fornitori che non applicano ai propri lavoratori condizioni contrattuali conformi a quanto previsto dalla legge, dai contratti di lavoro e da ogni altra norma posta a protezione del lavoro.
Ciò non significa, però, che la cooperativa, specialmente in un periodo difficile come l'attuale, non debba ricercare modi e forme per contenere i costi e produrre efficienze: si tratta di un preciso dovere per poter dare a soci e consumatori, in conformità a quanto previsto dallo statuto, il miglior servizio al minor prezzo, ma soprattutto è il mezzo indispensabile per assicurare ai lavoratori di Coop Estense il loro posto di lavoro.
Per questo motivo, nell'ambito dei servizi di vigilanza come di qualsiasi altro servizio, Coop Estense fa sapere che ha il dovere di valutare chi nel mercato, a parità di servizio e assicurando il rispetto della normativa in materia di lavoro, è in grado di offrire il miglior rapporto tra prezzo e prestazione. La scelta di diffondere gravi accuse, assolutamente infondate e superficiali, non può quindi che essere letta come il banale e vergognoso tentativo di condizionare le scelte di Coop Estense, favorendo soggetti graditi al sindacato. Peccato che ciò si scontri con lo scopo sociale della cooperativa e con l'esigenza di salvaguardare l'occupazione, dando luogo a una domanda precisa: perché mai il sindacato dovrebbe tutelare alcuni lavoratori a discapito di altri?
In Coop Estense il ricorso a forme di lavoro temporaneo è limitatissimo (3% di lavoratori a termine e altrettanti somministrati, quando il contratto nazionale firmato da Filcams, Fisascat e Uiltucs consentirebbe di arrivare sino al 25%), e questo i sindacati lo sanno bene, anche se a volte sembra che non se ne rammentino.
Non per questo però – conclude Coop Estense nella sua replica alle organizzazioni sindacali – può essere richiesto alla cooperativa di non utilizzare le migliori efficienze del mercato.

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