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L’alternativa di Banca Etica

L'alternativa di Banca Etica
e la tassa sulla finanza

Come ha osservato qualcuno, parlare di Banca Etica può sembrare un ossimoro. Eppure Banca Etica è una realtà presente in Italia da ormai 11 anni, con 13 filiali, una rete di "banchieri ambulanti" e 34 mila soci, accomunati dall’idea di usare il proprio denaro non per inseguire un profitto ravvicinato, ma per creare valore sociale. Banca Etica ha un capitale di 30 milioni di euro e una raccolta di 640 milioni…
I progetti finanziati sono mirati esclusivamente ad ambiti di interesse collettivo: dalla cooperazione sociale a quella internazionale, dalla tutela ambientale alla promozione della cultura, dalle energie rinnovabili all’agricoltura biologica.
Alla guida di Banca Etica c’è Ugo Biggeri che spiega come le altre banche, in questi anni "non abbiano fatto il loro dovere. Il rapporto col cliente ruota intorno a 3 punti fondamentali: fiducia, rischio, rendimento. E sono tre elementi da tenere insieme. Invece in questi anni ha prevalso una fast economy del tutto irresponsabile. Come spieghiamo sempre ai nostri clienti, non si può avere sicurezza e poi rendimenti a due cifre. Quello che noi proponiamo è un ritorno alla slow economy, che non vuol dire rinunciare al business, ma essere responsabili, preoccuparsi di cosa c’è dietro alle scelte, guardare all’economia reale".
Alla realtà di Banca Etica si affianca una società, Etica sgr, che propone fondi di investimento etici.
Tra i punti che Banca Etica porta avanti (assieme a un cartello di soggetti riuniti nella campagna "Sbilanciamoci", www.sbilanciamoci.org) quello di introdurre una tassa dello 0,05% sulle transazioni finanziarie, cosa che imporrebbe alla finanza stessa di restituire almeno una parte di quanto la collettività si è sobbarcata per la crisi. Dalla tassazione sarebbero esclusi i titoli di Stato (Bot, Btp, Cct) e quelli emessi da enti territoriali (Comuni, Regioni ecc.). Per partire serve l’adesione di almeno sei paesi dell’Unione europea e alcuni leader come il francese Sarkozy e la tedesca Merkel si sono dichiarati favorevoli.
Per saperne di più: www.bancaetica.com

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