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La cooperazione e i 150 anni dell’Unità d’Italia

L'Unità d'Italia e la cooperazione
di Giuliano Poletti, presidente nazionale di Legacoop

Nell’anno in cui l’Italia festeggia i suoi 150 anni di stato unitario, ricorre il 125° anniversario di costituzione della Lega Nazionale delle Cooperative: un’associazione che ha svolto un ruolo attivo per lo sviluppo e l’affermazione di un’esperienza economica e sociale, quella cooperativa, che con l’Italia è nata e ne ha accompagnato, con tratti peculiari, la crescita e l’evoluzione.
Nel nostro paese, la prima cooperativa ad essere costituita, nel 1854, fu il Magazzino di previdenza di Torino – una cooperativa di consumo – che assicurava la vendita di generi di prima necessità a basso prezzo (ma anche la possibilità di depositare i risparmi). Subito dopo ne sorsero altre che miravano a tutelare l’occupazione dei soci. Le prime cooperative furono costituite, quindi, per dare una risposta a problemi come la disoccupazione e l’aumento del costo della vita. La loro nascita si ispirò a principi e valori – di mutualità, partecipazione democratica alle scelte, solidarietà, responsabilità condivisa, forte legame con il territorio – che costituiranno la base e la leva per il futuro sviluppo della cooperazione e che, a tutt’oggi, ne definiscono l’identità originale, caratterizzando la cooperazione come strumento efficace per promuovere imprenditorialità diffusa, senso di appartenenza civile, responsabilità solidale verso la collettività.
È ispirandosi a questi principi che le cooperative, nel corso della loro storia, hanno difeso e sviluppato un’occupazione stabile e dignitosa, tutelato il potere d’acquisto e la salute dei consumatori, garantito l’accesso al bene casa a larghe fasce di popolazione, accresciuto le potenzialità di imprenditori associati, inserito nel mondo del lavoro soggetti svantaggiati, contribuito allo sviluppo di un welfare partecipato e responsabile.
Oggi le imprese cooperative rappresentano circa il 7% del PIL, contano più di un milione e centomila occupati, 12 milioni di soci e occupano posizioni di eccellenza in molti settori dell’economia nazionale. Risultati raggiunti grazie all’impegno di generazioni di soci e di lavoratori che, rinunciando all’arricchimento personale, hanno dedicato la loro intelligenza e le loro competenze alla costruzione di un solido patrimonio imprenditoriale utile a tutta la collettività, dimostrando la validità di uno strumento a disposizione di tutti coloro che vogliono dare una risposta ai propri bisogni con un’assunzione di responsabilità condivisa e di impegno comune.
Un impegno rinnovato con la recente costituzione dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, un coordinamento stabile tra le maggiori associazioni cooperative – Agci, Confcooperative, Legacoop – che punta a dare più forza alle cooperative con una rappresentanza unitaria nei confronti delle istituzioni, delle forze politiche e sociali.
In una fase segnata da serie difficoltà, da divisioni marcate e da una diffusa perdita di fiducia, la cooperazione vuole lavorare per un nuovo equilibrio tra individuo e comunità, tra attività economiche e non economiche, tra iniziativa pubblica e iniziativa privata; per un futuro dove la società non sia la somma di individui isolati, ma un insieme di persone che costituiscono comunità.
Una società nuova, insomma, dove la cooperazione giochi un ruolo da protagonista per fare dei cittadini protagonisti attivi e responsabili della vita democratica e della crescita civile ed economica.
Per continuare a contribuire, come è avvenuto fin dalla nascita dell’Italia, al progresso economico e sociale del Paese.

 

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