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“In Italia mancano politiche su questi temi”

"In Italia manca una politica su questi temi"

Intervista alla sociologa Chiara Saraceno

Non nasconde certo il suo disappunto quando parla del tema delle diseguaglianze in Italia, del fardello che donne e giovani in particolare si trovano a dover portare, senza averlo scelto. Lei è Chiara Saraceno, sociologa da anni docente al Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino e comunque una delle più profonde conoscitrici della realtà italiana.
"Con una battuta io lo dico sempre, che l’importante è decidere di nascere nella famiglia giusta. Bisogna spiegarlo bene alla cicogna, perché è lì che si gioca il destino". Una considerazione amara, metafora di una situazione che Saraceno descrive partendo da pochi dati flash: da donne che mediamente lavorano un mese in più degli uomini ma guadagnano meno; donne che nel 40% dei casi hanno occupazioni con qualifiche inferiori al titolo di studio; dai 2 milioni di giovani (i cosiddetti Need) che non sono né al lavoro né a scuola o in formazione.
Ma il tasto ancor più dolente è quello dei minori, perché "essere poveri sin da bambini è molto peggio che ritrovarsi poveri nel corso della vita. E i minori in questa condizione stanno aumentando in 17 dei 24 paesi dell’Unione Europea. In Italia la percentuale di poveri tra i minori è superiore alla percentuale di poveri dell’intera popolazione. E ad essere colpite sono le famiglie con più di 2 figli".
Per questo Saraceno chiude il ragionamento con un riferimento a politiche che, nel nostro paese, sono carenti se non del tutto assenti: "Mancano interventi che funzionino da elemento di compensazione di fronte alla presenza di più figli, come mancano sostegni all’occupazione delle madri. Ma soprattutto c’è nei fatti l’idea di restituire i problemi alle famiglie. Considerando la rete famigliare come la protezione e la soluzione di ogni problema, sia che si parli di minori, sia che si parli di anziani o disabili. È una vecchia idea italiana. In realtà è una idea sbagliata perché, pur senza disconoscere tutto quanto hanno fatto le famiglie, di fronte ai dati sulla diseguaglianza e la povertà crescente che abbiamo visto, restituire i problemi alle famiglie vuol dire amplificarli ancora di più e far aumentare la distanza tra chi ha risorse per fare qualcosa e chi queste risorse, economiche ma anche sociali e culturali, non le ha".  
 

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