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Il presidente dell’Antitrust: liberalizzare fa bene alle tasche degli italiani

Il presidente dell’Antitrust:
liberalizzare fa bene alle tasche degli italiani

Con la liberalizzazione dei mercati i prezzi aumentano meno. Lo ha detto Antonio Catricalà, presidente dell'Antitrust, in audizione oggi al Senato. L'analisi di Catricalà è netta: nei mercati dove non c'è concorrenza i prezzi sono aumentati molto di più rispetto al resto d'Europa.
Riguardo ai prodotti alimentari Catricalà si è soffermato sulla grande distribuzione organizzata, sulla quale di recente l'Autorità ha avviato un'indagine conoscitiva per analizzarne le dinamiche concorrenziali. Dai dati emerge come i prezzi più bassi si siano registrati all'interno delle grandi superfici di vendita (iper+super), mentre nei liberi servizi o nei piccoli negozi i prezzi sono aumentati.
Per quanto riguarda i prezzi italiani dei carburanti, l'aumento è inferiore alla media UE, pur rimanendo più elevati in valore assoluto a causa dei problemi, più volte segnalati dall'Autorità, di inefficienza della rete distributiva italiana. Per la benzina, la differenza è di circa 4,5 eurocent/litro rispetto alla media UE-27 e circa 3,5 rispetto alla media UE-euro; per il gasolio la differenza è di circa 3,5 eurocent/litro sulla media UE-27 e circa 3 sulla media UE-euro. Inoltre, si registra una consistente differenziazione dei prezzi e appare superato il modello del prezzo unico nazionale: ciò sia nell'ambito dei distributori di ciascuna società (major e no-logo, cioè le cd. pompe bianche), sia tra le diverse major; sia tra le major e le pompe bianche). I prezzi risultano più bassi nelle aree in cui sono presenti impianti no logo e della grande distribuzione organizzata. In particolare, risulta che per benzina e gasolio, i prezzi più elevati sono quelli praticati nel Sud e nelle Isole. I prezzi minimi sono invece registrati nel Nord-Est e nel Nord-Ovest. I prezzi dei distributori no-logo, com'è noto, sono più bassi di quelli praticati dalle major.
Nessun passo avanti nel settore dell'RC Auto: a quasi 20 anni dalla liberalizzazione, il mercato è ancora in deficit di concorrenza. Nonostante alcuni miglioramenti (modalità di distribuzione via internet e telefono, indennizzo diretto), permangono carenze di sistema che impediscono il pieno svolgersi dei meccanismi concorrenziali. Ne è un esempio il basso tasso di mobilità dei consumatori: solamente un numero di assicurati inferiore al 10% cambia annualmente la compagnia di riferimento.
Anche per i servizi bancari esistono ampi spazi di riduzione dei costi. La spinta concorrenziale indotta dall'aumento della trasparenza sulle condizioni di conto corrente, a seguito delle iniziative della Banca d'Italia (introduzione dell'Indicatore Sintetico di Costo) e dello stesso mondo bancario (Patti Chiari) dovrebbero progressivamente determinare decrementi delle spese a carico dei correntisti.
In conclusione Catricalà ha parlato del mercato farmaceutico: il successo della riforma introdotta dal pacchetto Bersani del 2006, che ha consentito la vendita dei farmaci non soggetti a prescrizione medica al di fuori del canale farmaceutico, è indubbio. Oltre ad altri vantaggi, quale quello occupazionale per i laureati in farmacia, sono stati ottenuti benefici con riferimento ai prezzi, che potrebbero generare risparmi notevolissimi se solo gli acquisti fuori farmacia si sviluppassero ulteriormente. È per questo che l'Autorità non vede favorevolmente i ricorrenti tentativi di limitare l'attività delle parafarmacie riscontrabili in alcune proposte di modifica normativa, da ultimo in occasione della conversione in legge del d.l. 225/10.

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