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Il coraggio di seguire gli interessi del Paese

Il coraggio di seguire gli interessi del Paese

Se le liberalizzazioni del Governo Monti sortiranno il loro effetto, nessuno potrà storcere la bocca, nemmeno in presenza di interessi personali o di categoria. Ciò che è in gioco oggi è un interesse generale: l’interesse dell'Italia e degli italiani

L’Italia sta affrontando in queste settimane una delicata fase nella quale vanno tracciandosi le condizioni per la nostra uscita dalla crisi. Dalle misure messe in campo dal Governo Monti, quelle varate e quelle annunciate e che auspichiamo possano trovare presto concretezza, dipenderà gran parte del nostro futuro, in termini di rilancio economico, stabilità occupazionale e, più in generale, in termini di crescita sociale.
Tra le misure di maggior rilievo presentate nel decreto “Salva Italia” e a cui il Governo ha scelto di affidare una parte importante dello sviluppo economico italiano, vi è il tema delle liberalizzazioni.
Tema estremamente delicato per le reazioni e le dure opposizioni che ha suscitato, ma straordinariamente decisivo per il peso che potrebbe giocare nel quadro complessivo, andando ad aprire quei mercati che ancora godono di improduttivi protezionismi e chiusure.
Chiusure che però si vogliono mantenere immutate dai diretti interessati i quali, ciascuno per il settore che gli è proprio, in questi giorni stanno dando vita a durissime reazioni affinché i privilegi siano conservati.
Forse non c’è da stupirsi se ogni singola categoria pone resistenza all’annuncio di una imminente liberalizzazione del proprio settore, ma questo aspetto della manovra, per come ci viene proposto e soprattutto per la situazione di emergenza in cui ci stiamo muovendo, andrebbe visto da parte dell’opinione pubblica, così come del sistema produttivo, con uno sguardo che sappia cogliere l’obiettivo generale, superando, per una volta, le letture di parte.
Monti ha presentato un piano strutturato di liberalizzazioni che investe in modo massiccio l’intero sistema economico italiano e che costituirà la spinta necessaria all’Italia per fare un passo in avanti e rientrare finalmente in un tracciato di crescita. Se questo è l’effetto che le liberalizzazioni avranno, io credo nessuno possa dirsene contrario, nemmeno in presenza di interessi personali o di categoria.
Ciò che è in gioco oggi è un interesse generale. È l’interesse del Paese, degli italiani, è l’interesse per quel cambiamento che tutti avvertiamo come urgente e necessario, perché in questa fase storica ciò che si tenta di fare è costruire il presente e il futuro di tutti, non certo porre degli ostacoli a qualcuno.
Stiamo parlando quindi di un interesse collettivo che il Paese deve iniziare a sentire e fare proprio al di là, ripeto, degli interessi individuali, poiché è questa la sola condizione per la nostra ripresa. In assenza di questo stimolo ideale, che potrebbe e dovrebbe unire tutti, le politiche attuate difficilmente potranno avere l’effetto a cui ambiscono, e in questo momento non possiamo certo permettercelo.
Il Paese oggi non funziona, ma non funziona soprattutto per gli italiani che sono più in difficoltà. È sempre più evidente come le politiche degli ultimi anni abbiano determinato le condizioni per la scomparsa di un ceto medio italiano, aumentando sempre di più, anno dopo anno, il divario tra ricchi e poveri. Se le liberalizzazioni, tra l’altro, vogliono dare nuovo slancio e nuove capacità, rilanciando lo sviluppo di quel ceto produttivo che davvero rappresenta la condizione per una ripresa, abbiamo il dovere tutti di mettere da parte i nostri interessi di parte, e sostenere insieme il desiderio e la speranza di un rilancio che sarà per tutti.



Mario Zucchelli

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