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Il caso di Forum e la strana suddivsione della pubblicità Tv in Italia

Il caso della finta terremotata a Forum
Nel marzo scorso, la celebre trasmissione di Canale 5, Forum, condotta da Rita Dalla Chiesa, affronta una causa tra marito e moglie, abruzzesi separati che si presentano come Marina e Gualtiero. La donna ha dovuto chiudere l’attività di abiti da sposa e chiede all’ex marito 25mila euro per rilanciarla. Lui rifiuta adducendo il fatto che l’Aquila è distrutta dal sisma e l’investimento non andrebbe a buon fine. Marina però insiste, dice che “tutte le attività stanno riaprendo” e per due volte tesse le lodi di Berlusconi: “Vorrei ringraziare il presidente, non ci ha fatto mancare niente”. E la dalla Chiesa: “Il governo, certo”. Riprende Marina: “Questi hanno le case coi giardini, coi garage…” Il marito si oppone: per lui l’Aquila è ancora distrutta. E lei: “Non è vero, sta tornando come prima”.  Poi la Dalla Chiesa ringrazia Guido Bertolaso e quando scatta l’applauso per l’ex capo della Protezione civile, la sedicente Marina insiste: “Dentro gli hotel sono rimasti in tre, quattrocento. E gli fa pure comodo. Mangiano, bevono e non pagano niente, pure io ci vorrei andare”. I blog si scatenano, i social network sommergono di riprovazione Forum e la sua conduttrice. La finta terremotata si scusa pubblicamente e dice: “Nessuno mi ha detto di dire quelle cose, le ho dette di mia iniziativa per rendere la cosa più vera, né sono stata pagata: ho preso solo un gettone di partecipazione”. Alla fine, quasi dieci giorni dopo, anche la Dalla Chiesa chiede scusa, nel corso di Forum: “Chiedo scusa a tutti dal profondo del cuore se, inconsapevolmente, vi ho ferito…”

La pubblicità in tv, il caso strano dell'Italia
L’Ocse ha osservato con attenzione la situazione italiana sul fronte pubblicitario, raccomandando all’Antitrust di “valutare il grado di competitività nei media tv”. Nel 2010, infatti, il 63% dei 3,8 miliardi spesi per la pubblicità in tv è finito nelle casse di Mediaset. La Rai si è accontentata del 23% e agli altri solo le briciole: il 6% per Sky e il 3,7% per La7. Tuttavia c’è qualcosa che non quadra: lo scorso anno lo share medio della Tv pubblica è arrivato al 41,3%, mentre per il gruppo della famiglia Berlusconi si è fermato al 37,6%.
Nessun Paese europeo ha una situazione simile. E mentre in Europa l’avvento del digitale terrestre ha spostato l’allocazione delle risorse dalle reti tradizionali, in Italia la raccolta dei nuovi canali sottrae risorse ai media tradizionali, quotidiani e periodici su tutti. Era ancora il 2009 – ultimo dato Fieg disponibile (la Fieg è la Federazione italiana degli editori di giornali) – ma già allora la tv si mangiava il 56% della torta pubblicitaria (contro il 16,9 dei giornali). Peggio di noi solo il Portogallo (dove la Tv è al 66%).
Sul fronte degli ascolti  sia Il Grande Fratello che l’Isola dei Famosi hanno spesso superato i 6 milioni di telespettatori. Ma ha fatto discutere che lo show condotto dalla Marcuzzi, nella spumeggiante serata finale, sia stato superato – come ascolti – dalla replica di una puntata del commissario Montalbano. Che il pubblico televisivo italiano non sia poi così affezionato al reality come parrebbe, l’ha anche dimostrato il caso di “Vieni via con me”, la trasmissione di Fazio e Saviano, che ha avuto una media di 9 milioni di spettatori.

  

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