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Genova torna “superba”

Genova torna superba

Alla scoperta dei Rolli, antichi palazzi nobiliari pieni di affreschi e opere d’arte. E in più da vedere ci sono il palazzo Ducale, le caratteristiche stradine del centro e la vista panoramica dal belvedere  

Genova – Zena per i genovesi – è di nuovo "Superba". Dopo anni di torpore il capoluogo ligure riscopre quell’antica eleganza che portò il Petrarca a definirla "superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del mare" e ritorna a essere una piacevole meta turistica. Merito del recupero del Porto Antico, di una riacquistata vivibilità del centro storico e in particolare di quel gioiello che va sotto il nome di Strade Nuove e Palazzi dei Rolli che, dal 2006, è entrato a fare parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Il cuore mercantile della città – tra Via Garibaldi, Via Cairoli (un tempo rispettivamente Strada Nuova e Nuovissima) e Via Balbi – conserva infatti ancora intatti i Rolli: decine di splendidi palazzi utilizzati tra il Cinquecento e Seicento per accogliere gli ospiti illustri della Repubblica di Genova. Ricche e originalissime residenze nobiliari, che stupirono Rubens a tal punto da convincerlo a ritrarle in disegno, perché fossero di esempio alle grandi famiglie di Anversa.
Palazzo Nicolosio Lomellino, una delle più belle dimore storiche di Strada Nuova, è celebre per gli inediti affreschi del 1623 di Bernardo Strozzi, scoperti "casualmente" nel 2000 su indicazioni di una storica dell’arte americana. Poi ci sono Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi: capolavori della cultura architettonica e abitativa genovese che ospitano un complesso di musei dedicato all’arte antica, con opere di artisti come Van Dick, DÜrer, Guercino, Carracci, Caravaggio e Rubens.
Il vicino Palazzo Ducale, edificato nel 1290 per ospitare i Capitani del Popolo, con l’Appartamento del Doge, il Salone del Maggior Consiglio e la Cappella Dogale, è diventato negli ultimi anni il cuore della vita culturale della città e ospita importanti mostre e iniziative culturali, oltre a un animato bar all’interno del cortile e a due ristoranti situati al primo ed ultimo piano.
Accanto agli antichi palazzi nobiliari, Genova conserva ancora un cuore popolare fatto di semplici abitazioni, osterie e negozi multietnici affacciati su quei vicoli e caruggi cantati anche da Fabrizio De Andrè. Stradine da visitare gironzolando senza meta, cercando di cogliere odori, musiche e suggestioni che solo una città di mare è in grado di regalare.
Per avere una visione d’insieme del centro abitato e del suo porto vale invece la pena salire fino al Belvedere Luigi Montaldo, utilizzando l’ascensore liberty che parte da Piazza Portello, a due passi da Strada Nuova. Da questo strepitoso balcone lo sguardo si perde tra i tetti delle case del centro storico, costellati da torri medievali e cupole barocche, fino a raggiungere le navi attraccate ai moli del porto e, alle spalle, le colline punteggiate da ville, santuari e forti.
La visita alla città non può dirsi completa senza una sosta alla celebre Lanterna, raggiungibile a a piedi attraverso la "passeggiata della Lanterna", che inizia in Via Milano, vicino al Terminal Traghetti. La torre, simbolo di Genova, è stata costruita nel XII secolo per guidare l’entrata in porto delle navi, è alta 117 metri ed è visitabile il sabato, la domenica e nei giorni festivi.



Giuseppe Ortolano

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