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Generazione smartphone

Generazione smartphone

Telefoni cellulari e micro-computer fusi insieme in uno stesso apparecchio. Sono già 20 milioni gli italiani che possiedono oggetti di questo tipo

Venti milioni d’italiani ce l’anno già in tasca, ed erano 13 milioni nel 2010: un incremento del 30% che giustifica chi ha coniato la definizione di "generazione smartphone". Questi apparecchi vanno forte e sono tra i pochi, assieme ai tablet, a salvarsi dal forte calo di vendite (-6,2%) dei prodotti tecnologici registrato nel primo semestre di quest’anno (Rapporto Coop 2011 sui consumi). Ma che cosa sono e cosa li distingue dai normali telefonini?
Se partiano da una definizione accademica, capiamo che la loro operatività è di gran lunga superiore a quella di un semplice cellulare. Lo smartphone (letteralmente "telefono intelligente") deve soddisfare tre requisiti tecnici di base. Il primo è avere un sistema operativo come Apple, Android, Symbian, Windows, Rim. Il secondo è garantire una connettività a Internet (nei protocolli crescenti di velocità Gsm 2G, Gprs 2,5G, Edge 2,75G, Umts 3G e ora Hsdpa 3,5G) e avere funzioni professionali come email ed editor di testo. L’ultimo e forse più appariscente, ma meno importante, dei requisiti è avere un touchscreen (schermo a contatto) e/o una tastiera qwerty (estesa come quella di un computer).
Riassumendo, gli smartphone sono una fusione tra cellulare e micro-computer, dispositivi polifunzionali di alta gamma che uniscono alle funzionalità classiche del telefonino quelle tipiche del pc, compresa la possibilità di navigare in Internet. Nati a loro volta dalla confluenza di cellulari e palmari (le agendine elettroniche), in questa folle corsa all’ibridazione tecnologica che ormai travolge tutti lasciando una scia di sangue sul campo (il tivufonino, per esempio, o il videofonino che non prende piede), gli smartphone offrono la possibilità di installare in memoria ulteriori applicazioni che aggiungono sempre nuove funzionalità (le famose app, vedi box). Sono dunque strumenti di lavoro e di svago per chi ha una certa dimestichezza in materia, giovani, professionisti e aspiranti tali che sfoggiano l’iPhone, il più ambito della famiglia, o un Blackberry o altri prodotti concorrenti. Ma non solo chi mastica di hi-tech possiede uno smartphone. Se guardiamo ai dati Nielsen, infatti, scopriamo che un terzo degli utilizzatori ha più di 55 anni e dunque il salto verso l’interconnessione mobile, quantomeno, ha cercato di spiccarlo.
Ma a che punto siamo, oggi, dello sviluppo? Molto si può fare in movimento, da scattare foto a giocare, da usare il navigatore satellitare Gps a scaricare email e navigare in Internet senza le limitazioni di qualche tempo fa (ricordate il wap?) né i problemi insuperabili di lettura (con il multitouch bastano due dita per zummare). Le stesse tariffe, almeno quelle "a pacchetto dati", sono economiche e con una decina di euro mensili, escluse le chiamate e gli sms, si può rimanere collegati no stop giorno e notte. Inoltre con lo smartphone si possono leggere quotidiani e riviste in formato pdf, pagare il parcheggio dov’è previsto e a breve anche la spesa, oltre ovviamente a telefonare. L’ultima tendenza è integrarsi meglio con i social network. A settembre, al salone dell’elettronica di consumo di Berlino (Ifa), sono comparsi alcuni esemplari di Samsung e Htc, in arrivo a ottobre, dotati di social hub (l’hub è un nodo di smistamento delle informazioni) proprio per facilitare lo scambio con il mondo dei social network. Se poi vogliamo soffermarci sugli "effetti speciali", la soglia attuale è quella degli smartphone 3D. Ad attraversarla per prima è stata Lg con un prodotto che non prevede l’uso di occhialini.
E i prezzi? Gli smartphone sono entrati prepotententemente nel mercato e ce n’è per tutte le tasche. Sui modelli low cost, un po’ più lenti, ma comunque in grado di installare applicazioni e navigare, hanno scommesso un po’ tutti gli operatori telefonici che li offrono abbinati a varie soluzioni contrattuali, fra gli 80 e i 150 euro, anche ratealizzabili. Come sceglierli? Beh, ne riparleremo in un secondo servizio su Consumatori dedicato ai sistemi operativi.   
 



Claudio Strano

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