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Farmaci e liberalizzazioni

Farmaci e liberalizzazioni
Dal 2006 ad oggi tanti risparmi per i cittadini
Con la fascia c possibili altri 400 milioni

In Italia la parziale liberalizzazione del mercato dei farmaci è partita nel 2006 a seguito del decreto Bersani. Da allora i farmaci da banco e automedicazione (Sop e Otc) possono essere venduti al di fuori della farmacie tradizionali, cioè all’interno di parafarmacie (che possono essere presenti anche in strutture della grande distribuzione), nelle quali sia però presente un farmacista. Da allora sono sorte in Italia 3.616 parafarmacie in totale di cui solo il 15% legate alla grande distribuzione, con 7.500 nuovi posti di lavoro creati. Di queste parafarmacie 105 sono quelle rappresentate dai corner Coop Salute, nei quali lavorano 320 giovani farmacisti.

I farmaci Otc e Sop sin qui ammessi alla liberalizzazione rappresentano l’11,4% del mercato totale dei farmaci in Italia. Di questo 11,4%, il 92,8% continua a essere venduto nelle farmacie tradizionali, una quota del 2,7% nei corner della Gdo e un'altra fetta del 4,5% nelle parafarmacie.

Dunque come si vede dalle cifre, nonostante il risultato di un abbattimento dei prezzi complessivo che si è registrato (-7% nelle farmacie, -11% nelle parafarmacie e -14% nei corner della Gdo), il volume di affari delle farmacie tradizionali è stato intaccato in una minima parte.
Nello specifico dei corner salute di Coop, dove lo sconto medio sui farmaci venduti è stato vicino al 20%, il risparmio per le famiglie nel corso di questi anni è stato superiore ai 13 milioni di euro.
Ora, la nuova liberalizzazione dovrebbe riguardare in prima battuta la rete di farmacie, aumentandone in maniera consistente il numero. Pare essersi invece allontanata l'ipotesi riguardante i farmaci di fascia C, quelli venduti solo con ricetta ma non a carico del Servizio sanitario nazionale. Questa fascia vale 3 miliardi e 139 milioni di euro (dati Aifa 2011). In caso di iberalizzazione, se si riproducesse l'attuale andamento nelle quote di mercato, di questi 3 miliardi e 139 milioni, 2 miliardi e 919 milioni continuerebbero a essere venduti nelle farmacie tradizionali. Ma con un ulteriore risparmio per la famiglie italiane tra i 300 e i 400 milioni di euro all’anno.

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