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Crescere consapevoli, 30 anni di educazione al consumo



Consapevoli è meglio

Coop festeggia i 30 anni di educazione al consumo.

E pensa al futuro

 

Correva l’anno 1980 quando nacquero le “Giornate dei Giovani Consumatori”: manifestazioni a carattere itinerante, che, in 54 edizioni in altrettante città, coinvolsero decine di migliaia di ragazzi, genitori e insegnanti in attività di informazione e orientamento. Da allora sono passati 30 anni e l’attività di educazione al consumo di Coop, non solo, non si è mai fermata. Ma anzi è cresciuta in quantità e qualità raggiungendo oltre due milioni e mezzo di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, delle scuole di ogni ordine e grado. Basta pensare che nel solo anno scolastico 2008/2009 Coop ha realizzato circa 10.000 incontri nelle scuole coinvolgendo 223.929 studenti, 12.598 insegnanti in 716 comuni d’Italia. Cifre importanti, che parlano da sole.

“Proprio per questo i 30 anni dell’attività di educazione al consumo consapevole, meritano di essere adeguatamente ricordati – spiega il presidente di Ancc-Coop Aldo Soldi – Da un lato per riguardare insieme la tanta strada percorsa, per ricordare i tanti che hanno contribuito a questo straordinario risultato collettivo. Ma ancor di più, per delineare il percorso futuro, perchè l’attualità dell’educazione al consumo, in un mondo che cambia a velocità impressionante, è semmai accresciuta rispetto al 1980. E Coop, a conferma delle sue caratteristiche, di una realtà cioè che è espressione di oltre 7 milioni di soci, continuerà a investire perchè avere consumatori informati, che fanno le loro scelte in modo consapevole, è fattore di democrazia economica e di progresso e introduce nel mercato valori positivi”.

Così, i 30 anni di questa attività saranno accompagnati da un convegno e da un libro (di cui parliamo in queste pagine) e da un ulteriore salto di qualità nel rapporto di collaborazione col Ministero dell’istruzione, che dovrebbe portare proprio alla firma di un accordo durante il convegno di fine settembre.


Una storia lunga 30 anni

Certo la storia di questi trent’anni merita di essere ricordata. E proviamo a farlo anche attraverso alcune delle testimonianze che sono presenti nel libro già citato.

Secondo Marco Pedroni presidente di Coop Consumatori Nordest : “Consumerismo è una parola difficile ma densa di significati facili e importanti: più sicurezza, più informazione, più libertà, più potere ai consumatori. Questi hanno trovato nelle cooperative un punto di riferimento, un terreno fertile, coltivato da tantissimi volontari e cooperatori che hanno compreso che il riscatto e la crescita passano dalla conoscenza.”

Il rapporto sul territorio con la scuola e la formazione nasce dunque insieme alle cooperative. Ma è con le Giornate dei giovani consumatori degli anni Ottanta che si struttura in una crescita reciproca e una ricerca di continuità. Le Giornate dei giovani consumatori sono state una grande mostra e tante attività collaterali che (dal 1980 al 1987) hanno coinvolto ragazzi, insegnanti, genitori. La mostra era di 120 pannelli dedicati all’alimentazione, all’ambiente, alla comunicazione, alla pubblicità; per ogni argomento erano organizzati laboratori nei quali i ragazzi sperimentavano direttamente sui prodotti andando alla caccia di coloranti; il laboratorio dedicato alla pubblicità proponeva da un televisore messaggi pubblicitari da commentare.

Gioacchino Maida di Novacoop racconta: “In Piemonte c’è stata l’edizione più lunga, avevamo uno spazio grande a disposizione, con animazioni di tutti i generi. C’era un supermercato per simulare la spesa, un gigantesco gioco dell’oca per giocare ai consumatori”

Una grande iniziativa che ha fatto partire in maniera strutturata la collaborazione di Coop con scuole e realtà locali. Dalle Giornate dei giovani consumatori si passò pian piano alle animazioni all’interno di punti vendita, sempre con le parole d’ordine di “imparare giocando”. Ma imparare per capire che ogni gesto ha un peso, un valore, è una scelta.


Dalla parte dei consumatori

“Al movimento cooperativo va dato atto della sensibilità e dell’impegno con i quali sviluppa una politica di tutela del consumatore per quanto attiene la salute, la sicurezza dei prodotti e il diritto all’informazione, battendosi contro la pubblicità ingannevole e per garantire la rappresentanza degli interessi dei consumatori”, ebbe a dire Renato Zangheri sindaco di Bologna nel 1981.

Per prima fu l’alimentazione il tema dominante degli interventi di formazione e informazione di Coop rivolti ai ragazzi, ma soprattutto agli insegnanti perchè fossero loro a trasmettere anche queste conoscenze attraverso un programma strutturato. Non incontri sporadici, quindi, ma progetti completi e continuativi.

“Queste proposte convivono in quegli anni con altre offerte alle scuole – racconta Daniele Moltrasio di Coop Lombardia – penso alla proficua collaborazione con un pedagogista come Mario Lodi, e in particolare con la sua rivista A e B Penso al lavoro su Terezin che porterà ad una mostra che girerà nelle diverse scuole e che sarà per noi il punto di partenza per aprire un nuovo fronte di iniziativa, quello dell’educazione alla cittadinanza, che troverà poi sviluppo con il tema della lotta alla mafia, in collaborazione con Libera”.


Supermercati come laboratori

I supermercati Coop diventano così laboratori. Si vedono scolaresche di bambini e ragazzi che, padroni del carrello e con una lista precisa in mano, si dedicano, con una serietà che solo i bambini impegnati in un bel gioco riescono a esprimere, ad una spesa meditata, alla caccia di confezioni esorbitanti, alla ricerca del prodotto giusto. Il tutto sotto gli occhi attenti degli animatori, dei soci attivi che sono stati parte importante dell’impegno di Coop verso le scuole e di tutti gli addetti ai negozi.

Cresce intanto la collaborazione con le realtà del territorio, con gli enti locali: nascono a Venezia (1979), a Bologna (1984) e a Genova (1989), in collaborazione con i Comuni, i primi Centri di educazione ai consumi, un’esperienza positiva e forte che stimola la nascita di altri Centri, fino a costituire una rete che attualmente ne conta 63 diffusi su tutto il territorio nazionale. Sono strutture permanenti che svolgono attività di informazione, documentazione e consulenza.

Dopo l’alimentazione anche l’ambiente diventa argomento di conoscenza e attenzione: Coop riduce la presenza di fosforo nei detersivi a proprio marchio e promuove la richiesta di limiti di legge più restrittivi per tutti. Un gigantesco pesce con una maschera antigas si presenta al carnevale di Venezia del 1989.

Nascono importanti iniziative costruite e lanciate a livello nazionale, poi realizzate su tutto il territorio e personalizzate da ogni cooperativa sulle esigenze specifiche.

“Tra sogno e bisogno”, una mostra fotografica dedicata al cibo; “Occhio al cibo”, un’altra grande mostra con 400 immagini di un secolo di consumi alimentari in Italia. “Scherzare col fuoco” una campagna dedicata alla casa sicura, un progetto per insegnare ai bambini l’uso di strumenti e prodotti pericolosi.

Racconta Carla Olivari un’insegnante che ha presieduto per anni il Cidi di Genova, centro di iniziativa democratica degli insegnanti: “Per noi avere collaborato con Coop è stato molto importante Insieme abbiamo affrontato tanti argomenti: temi molto concreti, ma abbiamo sempre puntato a trasmettere conoscenze in modo coinvolgente, ludico, perchè si può apprendere anche divertendosi, senza nulla togliere alla serietà che è alla base della conoscenza”.


Anni ’90, si parla di ambiente

Gli anni Novanta vedono la nascita degli ipermercati e al loro interno si prevedono spazi strutturati dedicati all’attività di formazione e informazione per le scuole. Gli argomenti sono sempre rivolti alla tutela della persona, del consumatore, ma in una accezione più ampia che riguarda l’uomo e il mondo che lo circonda, quindi l’ambiente, ma anche la multietnicità, un mondo insomma che diventa più complesso. Coop investe molto sul prodotto a proprio marchio e nascono le prime esperienze nella produzione biologica e nel commercio equo e solidale, argomenti che sono affrontati anche nelle esperienze di attività di educazione ai consumi.

In quegli anni è intensa l’attività di progettazione di percorsi e strumenti educativi che affrontano anche i cambiamenti sociali in atto e i mutamenti presenti nel mondo della scuola. Fra le proposte di quegli anni “Totem e tribù”, un percorso destinato agli adolescenti, che li coinvolge nella decodifica dei messaggi della comunicazione. Cartesio, siamo nel 1992, è il personaggio della campagna sugli imballaggi, per sviluppare il riciclo e il riuso. Poi c’è “Vita da scatola”, le tappe della vita delle scatole e, nel 1998, la Pimpa al supermercato, il personaggio a pois di Altan guida i bambini più piccoli nei punti vendita.


Anni 2000, tocca agli adulti

Siamo così agli anni Duemila,che vedono aprirsi la proposta formativa anche agli adulti: l’euro, le biotecnologie, acqua per la pace, alimenta il tuo benessere, il protocollo di Kyoto. È del 2005 “Cambieresti”, acronimo di Consumi, Ambiente, Risparmio Energetico, Stili di vita, un progetto che guida mille famiglie in un percorso di conoscenza e risparmio delle risorse locali.

Per Coop fare formazione non significa solo pensare ai bambini ma, come ricorda Isa Sala direttore soci e consumatori di Coop Estense, “da anni ormai l’attività di educazione al consumo consapevole si rivolge sempre più spesso anche agli adulti, sia genitori, sia cittadini: si ripercorrono con loro i temi della sana alimentazione, della tutela dell’ambiente, della legalità, in incontri e progetti pensati a loro misura”.

“Coop è l’unico soggetto che in Italia promuove attività e progetti per riflettere sui consumi, e lo fa con continuità, metodo e coerenza, rinnovando e adeguando le sue proposte ai tempi che cambiano” è la testimonianza di Anna Di Vittorio, insegnante di Roma.

“Si arriva così all’oggi – spiega la responsabile nazionale delle politiche sociali di Ancc, Marisa Parmigiani – dove il nostro impegno è quello di lavorare sul tema della cittadinanza, ripensando l’attività di educazione ai consumi alla luce della mission di Coop: una realtà imprenditoriale per la quale la centralità delle persone, dei loro bisogni e dei loro diritti di cittadini non sono solo i valori fondanti della cooperativa, ma sono valori che ogni giorno si concretizzano nelle politiche e nelle azioni. La prospettiva da cui Coop affronta il tema dell’educazione alla cittadinanza (intesa come educazione all’intercultura e alla legalità) è ovviamente quella dei consumi e del rapporto che intercorre tra la scelta di consumo e le motivazioni di chi sceglie, il prodotto scelto, gli scenari di produzione (filiere), l’etica del prodotto e i relativi valori. Saranno coinvolti la famiglia, gli insegnanti, i dirigenti scolastici, in un’attività di rete in cui diversi soggetti si confrontano e determinano contenuti e modalità. E soprattutto gli adolescenti saranno i destinatari degli interventi, ma saranno gli stessi ragazzi i soggetti attivi che contribuiranno pienamente alla progettazione e alla implementazione delle attività che li vedono coinvolti”.


Anna Somenzi

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