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Cosmetici senza test su animali. Per Coop è così dal 2005

Stop ai test su animali?
Per Coop è così da 2005

Tutti i prodotti per la cura del corpo a marchio Coop sono certificati secondo lo standard internazionale "Non testato su animali". Ciò significa che Coop si è impegnata, già dal 2005, a non effettuare – direttamente o commissionandoli a terzi – test su animali; a monitorare i propri fornitori e produttori perché si attengano all’impegno di non testare su animali le materia prime cosmetiche; a non utilizzare ingredienti provenienti dall’uccisione di animali.
È importante precisare che, grazie ad una grande campagna internazionale coordinata dalla Coalizione europea contro la vivisezione, esiste una Direttiva Europea che prevede il divieto di vendita di cosmetici sperimentati su animali. Il termine di entrata in vigore (inizialmente fissato per il 1998) è stato più volte posticipato. In sostanza, dal 2005 è vietato testare i cosmetici, cioè i prodotti finiti, su animali, ma fino al 2013 sarà obbligatorio testare i singoli nuovi ingredienti (anche questa scadenza è a rischio: potrebbe slittare di altri 10 anni). In ogni caso, già da oggi se tutte le aziende produttrici sottoscrivessero la standard, automaticamente cesserebbero i test cosmetici su animali, poiché tutte le aziende utilizzerebbero materie prime già esistenti per formulare i proprio prodotti.
Se un consumatore vuole essere assolutamente certo che il prodotto che acquista – o i suoi ingredienti – non siano stati testati su animali, non può che fare riferimento al marchio "Stop ai test su animali – Controllato da Icea per Lav". Le diciture "clinicamente testato", dermatologicamente testato", "microbiologicamente testato", non danno certezze sul fatto che l’azienda in questione non abbia effettuato test su animali. Le diciture "Non testato su animali" e "cruelty free" non sono ufficiali e assicurano solo che il prodotto finito non è stato testato, cosa peraltro già garantita dalla legge. Per saperne di più si può visitare il sito della Lav (www.lav.it) che contiene anche l’elenco delle aziende italiane, che – come Coop – hanno aderito allo standard internazionale contro la vivisezione.    

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