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Coop e l’acqua, il dovere di guardare al futuro

Coop e l'acqua, il dovere di pensare al futuro

di Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia

La campagna lanciata da Coop per promuovere un uso più consapevole e attento di una risorsa preziosa come l’acqua (che Consumatori ha presentato con un ampio servizio sul numero scorso ndr), ha raccolto grande attenzione tra i soci e più in generale tra i consumatori e i cittadini. La nostra campagna ha anche suscitato un dibattito più ampio, che ha coinvolto soggetti istituzionali, imprenditoriali e sociali, con numerose prese di posizione, in gran parte favorevoli, ma che in alcuni casi hanno sollevato osservazioni e critiche. Eravamo consapevoli che le nostre scelte non sarebbero passate sotto silenzio. Per questo abbiamo cercato di sviluppare un progetto che non fosse ideologico o contro qualcuno, ma improntato su una precisa e coerente idea, quella di una realtà che vuole praticare quella responsabilità sociale d’impresa di cui tanto si parla e che deve tradursi in fatti concreti se vuole essere credibile.

Per questo abbiamo costruito, con rigore ed equilibrio, una campagna che vuole prima di tutto invitare il consumatore a riflettere, sulla base di una informazione puntuale, sul tema dell’impatto ambientale che ha il crescente consumo d’acque minerali nel nostro paese. Le cifre le avete già viste: i miliardi di bottiglie di plastica, le migliaia di Tir sulle strade, le tonnellate di CO2 prodotta. Abbiamo aggiunto l’invito a preferire l’acqua di rubinetto (se garantita nella sua qualità). Ma lasciando al consumatore la scelta, sulla base delle convinzioni che maturerà, ribadendo anche che bere acqua (più di quanto non si faccia oggi) fa bene alla salute.

Abbiamo costruito tutto ciò in piena trasparenza, mettendo in campo una pluralità di azioni e continuando a vendere tutte le acque minerali che erano nel nostro assortimento.

Ben consapevoli che fare questa scelta di sostenibilità vuol dire non mettere al primo posto l’interesse economico. Anzi, sapendo che un prezzo sarà pure Coop a pagarlo, considerato che siamo i primi venditori in Italia con 600 milioni di bottiglie l’anno.

Il tema però, e lo dico venendo al merito delle osservazioni critiche che qualcuno ha mosso, è quello di discutere e lavorare guardando avanti. Lo dico agli imprenditori associati in Mineracqua, ma anche ai sindacati che hanno espresso timori sul piano dei livelli occupazionali nel settore. Già altre volte nell’esperienza Coop, cioè una impresa leader del settore distributivo e cooperativa che unisce oltre 7 milioni di soci, si sono promosse scelte innovative, che segnavano una forte discontinuità con la situazione esistente. Penso alla decisione di produrre detersivi senza fosforo, alla scelta di eliminare gli estrogeni nelle carni e i pesticidi dall’ortofrutta, penso al garantire che i nostri prodotti a marchio siano senza Ogm.

Sono tutte scelte che, rispetto alla situazione precedente, hanno avuto e hanno dei costi. Ma siamo andati avanti, nella convinzione di incontrare la volontà dei cittadini e dei consumatori, e di contribuire a rendere l’economia più attenta alla sostenibilità dello sviluppo. Già altre volte ci siamo mossi per primi, mai con l’intento di colpire qualcuno, ma con l’idea di riuscire, alla fine, a fare tutti assieme un passo avanti. Siamo certi che l’industria del settore saprà cogliere questa sfida, una sfida centrata sulla qualità e sul valore dei propri prodotti.

Ai sindacati diciamo che la porta di Coop per ragionare sull’evoluzione del settore è sempre aperta. Aggiungiamo anche che uno dei nostri obiettivi è quello di spingere a migliorare la qualità della rete idrica pubblica e di ridurre sprechi e dispersioni, stimolando i gestori a far meglio. Ma occorre che tutti abbiano la consapevolezza, pur di fronte a una crisi economica, da cui ancora non si vede l’uscita, che il consumatore/cittadino che ci troveremo di fronte nel prossimo futuro, sarà definitivamente diverso da quello del passato. Sarà più attento e consapevole, vorrà la convenienza senza ridurre la qualità. E non vorrà rinunciare a valori come etica, salubrità e tutela dell’ambiente. Riuscire a interpretare positivamente queste richieste è la sfida che abbiamo di fronte tutti, quale che sia il ruolo che occupiamo sulla scena economica e sociale di questo paese.

Per questo siamo convinti che la nostra campagna sull’acqua sia una sfida positiva che va nella direzione giusta.

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