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Coop, alleata con i produttori

Coop alleata dei produttori

Gli accordi fatti in Sicilia, Puglia e Calabria

Coop è l’unica catena distributiva ad aver partecipato al Salone del Gusto di Torino, dove si è difesa la tipicità del prodotto e la democrazia del gusto dando voce ai diritti dei coltivatori della terra. Ed è l’unica catena distributiva a stringere e rafforzare vecchie e nuove alleanze su scala regionale con i produttori italiani. "Ci accusano di strozzarli? È vero esattamente il contrario – replica Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione di Coop Italia – come dimostrano le oltre 10 mila aziende che lavorano con noi. Il problema è piuttosto quello di rilanciare i consumi come volano per la nostra economia".

Sei milioni di quintali di ortofrutta venduti dalla val di Fiemme alla val di Noto, dov’è capillarmente diffusa la rete di vendita Coop; 28 mila quintali di uva da tavola pugliese e siciliana commercializzati ultimamente, in ottobre, in due settimane di promozione; l’attenzione alla qualità ma anche alla tracciabilità dell’offerta con i volti dei produttori "che ci mettono la faccia" sulle buste delle zucchine e non solo di Filiera Cooperativa (iniziativa lanciata assieme a Legacoop Emilia Romagna). E ancora gli interventi per sopperire alle crisi del mercato (ricordiamo quella che colpì le nettarine lo scorso anno); la promozione della qualità, della tipicità e delle identità territoriali del nostro paese. A tal proposito Coop ha da poco rinnovato gli accordi con due Regioni, Puglia e Sicilia, per la promozione dell’agroalimentare e sottoscritto per la prima volta un analogo protocollo d’intesa con una terza, la Calabria. I rappresentanti delle tre Regioni hanno parlato, a Macfrut di Cesena, di "un’occasione da non perdere per un’ampia platea di produttori per stabilire un rapporto duraturo e non spot con la grande distribuzione nel segno della trasparenza e della razionalizzazione della filiera".

Il principale elemento di novità di questa operazione sta nella periodizzazione annuale entro cui viene inserita la vendita di prodotti che danno identità territoriale. Dopo uva e olio, anche pistacchio, arance, clementine, fragole, pomodori, ecc. seguendo un calendario stagionale. "Sotto il marchio-ombrello ‘prodotti di Puglia’ – ha detto Dario Stefàno, assessore alle Risorse agroalimentari della Puglia e coordinatore del tavolo ministeriale Ortofrutta Italia – c’è la garanzia per il consumatore di trovare prodotti effettivamente della nostra terra e per il produttore di avere un prezzo minimo oltre il quale non si può andare. E questo senza attendere normative europee e italiane, che tardano ad arrivare".

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