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Contro i rischi da allergie alimentari


Contro i rischi da allergie alimentari


 

Durante la scorsa estate ho letto di diversi casi di persone che si sono sentite male, alcune rischiando la vita, per aver mangiato cibi contenenti sostanze a cui erano allergici. Quali sono le precauzioni per prevenire questi episodi?

Angela Marazzita – Brindisi

 

Risponde Claudio Mazzini

responsabile innovazione e valori di Coop Italia:

Innanzi tutto è bene chiarire la differenza tra allergia alimentare e intolleranza (o ipersensibilità) alimentare. La prima è una immediata reazione patologica (e dunque potenzialmente più pericolosa) del sistema immunitario verso alcune proteine dell’alimento ingerito (a volte anche se in piccola quantità). L’intolleranza alimentare, invece, agisce in relazione alla quantità di alimenti non tollerati ingeriti e con un fenomeno di accumulo delle cosiddette “tossine” nell’organismo. Tale fenomeno determina l’insorgere di sintomi spesso sovrapponibili a quelli delle allergie, ma che se ne differenziano in quanto non interessano il sistema immunitario. Altra differenza riguarda la tempistica e la sintomatologia infatti mentre nell’allergia la reazione si verifica poco dopo l’ingestione del cibo, e con sintomi inequivocabilmente riconducibili, nell’intolleranza i sintomi non sono così facilmente riconducibili e si verificano dopo qualche tempo a volte anche giorni.

Tra gli alimenti maggiormente coinvolti nelle allergie alimentari vi sono il latte, le uova, la soia, le arachidi, le nocciole, il pesce, i crostacei. Le intolleranze più diffuse sono quelle al lattosio e al glutine (celiachia). Secondo recenti dati scientifici sono interessati dal problema circa il 3% degli adulti e ben l’8% dei bambini.

Per prevenire questi fenomeni la legge fissa norme precise. Le etichette degli alimenti debbono infatti dare ai consumatori informazioni complete sulla composizione dei prodotti. Tutte le aziende sono così obbligate alla massima chiarezza in etichetta per quanto riguarda la presenza di ingredienti allergenici nei prodotti. Gli stessi obblighi di informazione valgono anche per gli esercizi pubblici nonchè i laboratori artigiani come le pasticcerie, gelaterie, panetterie, gastronomie, pescherie ecc.

Da tempo Coop nei propri prodotti a marchio sta lavorando su questo tema, sia sul fronte tecnico-scientifico, sia sul tema della corretta informazione dei consumatori; naturalmente questo implica una precisa conoscenza e gestione delle materie prime, delle varie fasi di lavorazione, nonchè adeguati controlli.

Tuttavia esiste un problema complesso rappresentato dal rischio delle contaminazioni crociate, ovvero la presenza accidentale di un ingrediente proveniente da una lavorazione precedente (avvenuta nello stesso macchinario). Ciò può comportare l’occasionale presenza nel prodotto di tracce di sostanze allergeniche non dichiarate in etichetta.

Chi soffre di allergie ha quindi la necessità di porre attenzione agli alimenti consumati leggendo attentamente le etichette ed evitando, di conseguenza, tutti i cibi contenenti una o più sostanze allergeniche.

La principale richiesta che viene è quella di avere informazioni sempre più precise in merito ai prodotti, in modo da consentire un acquisto consapevole. Come Coop riteniamo che la risposta non sia rappresentata da un utilizzo generalizzato e preventivo in etichetta di diciture del tipo “può contenere tracce di” o similari ma sia invece doveroso applicare un sistema di gestione del rischio che riduca il più possibile le contaminazioni e quindi riservi tali diciture solo a limitati casi effettivamente non risolvibili.

A questo scopo è stata predisposta – in collaborazione con autorevoli esperti del settore – una Linea Guida, cioè un documento di indicazioni per i fornitori, da applicare all’interno degli stabilimenti dove si realizzano i prodotti a marchio Coop. In questo documento sono considerati tutti gli aspetti da tenere in considerazione per la prevenzione del rischio allergeni, in particolare viene chiesta attenzione per prevenire le contaminazioni fra una produzione contenente allergeni ed un’altra che non li prevede nella ricetta.

Si tratta di un approccio che deve correre lungo tutta la filiera; il progetto è importante e complesso e testimonia ancora una volta l’impegno di Coop e dei propri fornitori per la tutela della salute e per la corretta informazione dei consumatori.

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