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Caro Carlino, informati anche tu…

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Quando una lettera in redazione diventa il pretesto per una polemica strumentale nei confronti di Coop. Succede al Resto del Carlino di Modena a proposito dei tempi per la restituzione della quota di una socia deceduta: "Nessuna lentezza, c'è una legge che norma la materia". Questa la spiegazione ma nessuno dal giornale si era fatto vivo per richiederla

Cosa ci si aspetterebbe, da un quotidiano, se una lettrice scrivesse alla redazione lamentandosi di un disservizio ricevuto da un’azienda, da un ente pubblico o, perché no, dalla Coop? Tutti potrebbero convenire che un giornale tenterebbe di cogliere motivi e formulare ipotesi su un episodio vissuto negativamente da un cittadino, ma evidentemente non funziona così.
È il caso di una lettera recentemente inviata alla redazione modenese de Il Resto del Carlino, con cui una lettrice ha pubblicato il proprio disappunto nei confronti di una risposta avuta da Coop Estense.
La signora si è lamentata del fatto che alla richiesta di rimborso della quota sociale di sua madre, da poco deceduta, le è stata prospettata un’attesa di diversi mesi (fino all’autunno 2012), mentre lei ha dovuto versare immediatamente i 26 euro  per la sua ammissione a socio di Coop Estense. È evidente che l’attesa richiesta per il rimborso della quota ha delle motivazioni ben precise, e non dovrebbe esserci bisogno di una laurea in diritto amministrativo per comprenderlo.
Stranamente, quando al giornale sarebbe bastata una telefonata per raccogliere un’informazione e qualche chiarimento dalla cooperativa con la quale dare un servizio al lettore, si è preferito usare, in modo assolutamente strumentale, un reclamo per colpire la cooperativa.
La risposta del giornale infatti non è stata altro che un pessimo commento su come Coop Estense “a velocità della luce si intasca i 26 euro e con grande comodo restituisce il dovuto”.
La liquidazione delle quote sociali? Si fa sulla base del bilancio
È evidente che la liquidazione delle quote sociali non è un tema su cui una cooperativa possa agire in autonomia e libertà, ma viene normato dalla legge. È infatti la legge a prevedere che la liquidazione avvenga sulla base del bilancio dell’esercizio nel quale si è verificato lo scioglimento del rapporto sociale (nel caso specifico il decesso). Le motivazioni che stanno alla base di tale provvedimento sono da collegare proprio alla tutela dei diritti della stessa base sociale: l’accertamento del patrimonio a fine esercizio mediante approvazione del bilancio, costituisce infatti una garanzia essenziale per tutti i soci, i quali vengono informati della consistenza della loro quota conferita in cooperativa.
La cooperativa vive nell’interesse dei suoi soci, ma non può che muoversi nel rispetto delle leggi. Spiace che il giornale non abbia avvertito il bisogno di un approfondimento sulla materia, preferendo al contrario dare luogo a una poco credibile e poco costruttiva polemica.

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