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Burkina Faso: quando il turismo diventa responsabile

Burkina faso: quando il turismo
diventa responsabile

È rientrato in questi giorni il primo gruppo di soci che ha effettuato il viaggio inaugurale del progetto di Turismo Responsabile in Burkina Faso dal 26 dicembre al 2 gennaio. Dal 1990/91 Coop Lombardia svolge con l’Unione dei Villaggi di Tanlili in Burkina Faso un importante lavoro di cooperazione che ha come elemento centrale il tema della difesa e della salvaguardia del territorio contro la desertificazione attraverso il rimboschimento di aree collinari, la messa a dimora di centinaia di piccole piante, lo sviluppo di pratiche in grado di restituire fertilità al suolo. Nel corso degli anni il progetto si è ampliato, con la costruzione di pozzi al servizio del villaggio e di piccoli edifici al servizio delle comunità: aule scolastiche, magazzino dei cereali, centro di formazione per gli adulti, centro sociale per i giovani e una piccola casa per gli ospiti che ha permesso alle diverse missioni sia di Coop che di studenti universitari di Milano e dell’Istituto Pastori di Brescia, di trovare alloggio e pasti preparati con abilità da Ousman, custode della casa. Importante infine l’intervento, promosso prima della sua scomparsa, del Prof. Ettore Tibaldi, un “Jardin Botanique” che costituisce un significativo presidio per la difesa della biodiversità.
Nel nostro itinerario, diversi sono stati gli incontri e le scoperte: il Jardin des culture de Boulbi, la visita al Musée de la Musique e l’incontro con coloro che lo animano, la scoperta della storia e delle tradizioni del popolo Mossi con l’interessantissima visita al Museo di Manega. E poi ancora l’incontro con gli artisti moderni nel sito di Laongo, con la miriade di piccoli spazi espositivi e di vendita al villaggio artigianale, e con l’Associazione Watinoma che da quattro anni organizza il 31 di dicembre il Festival de La lune du Sahel con l’intento di far incontrare le culture musicali dell’Africa dell’ovest. Ma soprattutto abbiamo ritrovato l’accoglienza e il calore delle comunità dei Villaggi di Tanlili. La casa dell’ospite, ribattezzata Maison d’Amitié ha cambiato volto: sul lato sud si è costruita una piccola, ma funzionale cucina, le docce sono state rimodernate e anche i servizi sono stati sistemati in appositi spazi. All’interno della casa dell’Amicizia letti con zanzariere, tavolini e lampade solari, ma anche pannelli esplicativi della cultura del luogo; all’esterno sul lato est un “dehors” con tavolo e poltroncine in legno dove sono stati consumati i nostri pasti, il tutto illuminato anche in questo caso dalla lampada alimentata dal pannello solare installato grazie al progetto. E ancora, due nuovi piccoli edifici graziosissimi, rotondi in stile locale che offrono altri quattro posti letto in un’atmosfera resa ancor più piacevole dalla controsoffittatura fatta con le stoffe dipinte dalle donne che si occupano della tintura. Proprio per le donne e per valorizzare al meglio i loro manufatti, saponette e stoffe soprattutto, è stata costruita una piccola boutique. Straordinario poi il risultato del lavoro di formazione che è stato fatto con i cuochi, tre giovani che affiancheranno l’anziano Ousman, e con le guide. Cibo squisito con un servizio che è riuscito persino in alcuni tratti ad essere raffinato, visto le condizioni in cui si svolge! Viaggiatori assolutamente soddisfatti e piatti sempre “ripuliti” con ottimo appetito. Così come altrettanto apprezzate sono state le due escursioni proposte nelle zone dei villaggi dell’UNGVT. La prima poco distante da Tanlili per ammirare la grande collina sacra ma anche incontrare la comunità dei vasai di Saputenga che con tecniche assolutamente originali costruiscono, con l’argilla ricavata in loco, delle giare di diverse dimensioni e altri oggetti utili per la vita del villaggio. La seconda escursione più lontano, nel villaggio di Sabada, dove il gruppo si è inerpicato su un pendio alla somma del quale ha potuto ammirare “i due denti”, una conformazione rocciosa, anche in questo caso ricca di significati importanti per le comunità circostanti e ha poi incontrato la “corporazione” dei fabbri che produce gli utensili utili per il lavoro in agricoltura. Di assoluto interesse anche la visita al “Jardin Botanique” oggi sistemato con cura con vialetti ben tracciati che ne facilitano la fruizione. A completare la conoscenza del “Jardin” un piccolo vademecum che raccoglie anche alcune storie e leggende che hanno per protagoniste le piante stesse. È uno dei pochi giardini botanici esistenti in Burkina e di sicuro è di assoluto interesse sia per i visitatori meno “colti” in materia che per gli esperti del settore! Non sono mancati, infine, momenti di forte coinvolgimento come lo spettacolo serale offerto dal gruppo di musica e danza di Tanlili e l’incontro con le donne dei gruppi femminili nel corso del quale è stato fatto il punto della situazione sul progetto di alfabetizzazione tuttora in corso. Un’esperienza emozionante che ci sentiamo di raccomandare a tutti coloro che vogliono arricchire la propria conoscenza, aprire i propri orizzonti e, al tempo stesso, rendere concreta la possibilità di contribuire all’autosostentamento di quelle comunità.

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