Salute e Bellezza

Infezioni sessualmente trasmesse: tutto quel che c’è da sapere

Medico_pazienti.jpgPer poter vivere serenamente e senza rischi la propria sessualità, una informazione corretta è fondamentale. Anche se non se ne parla spesso, è infatti importante sapere che attraverso i rapporti sessuali possono essere trasmesse infezioni di diverso tipo e problematicità. Dall’infezione da Hiv responsabile dell’Aids a malattie come sifilide, herpes e gonorrea (per citarne solo alcune) le insidie sono numerose, al punto che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), indica 30 diversi patogeni, tra batteri, virus, protozoi, funghi ed ectoparassiti. Ma sono insidie che possono essere efficacemente contrastate e prevenute partendo da elementi di conoscenza e da comportamenti corretti che uniscono il rispetto di elementari norme igieniche, la conoscenza adeguata dei partner e l’uso di precauzioni adeguate, prima tra tutte il profilattico.

Importante è sapere che le infezioni sessualmente trasmesse (IST) sono presenti e in generale aumento. Basti pensare che secondo l’Oms ogni anno a livello mondiale l’impatto di quattro principali IST corrisponde a circa 499 milioni di nuovi casi (276 milioni di nuovi casi di infezione da Trichomonas vaginalis, 106 milioni di nuovi casi di gonorrea, 105 milioni di nuovi casi di clamidia e 10,6 milioni di nuovi casi di sifilide). E, seppur con incidenze diverse tra paesi e continenti, sbaglierebbe di grosso chi pensasse che qui in Italia i rischi non siano presenti. In Europa i nuovi casi di IST sono 46,8 milioni all’anno (sempre dati Oms).

Quanto all’Italia i nuovi casi segnalati sulla base dei rilevamenti effettuati da 12 centri clinici, altamente specializzati nella diagnosi e cura delle IST, che fanno parte di uno dei due Sistemi di sorveglianza attivi in questo campo (entrambi coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità), sono stati circa 96 mila dal 1991 al 2012. Ma è importante notare come dal 2005 al 2012 i casi medi per anno (che sono stati 5.105) siano cresciuti del 28% rispetto al periodo precedente (1991-2004). Nell’intero periodo il 70,1% delle infezioni è stato diagnosticato a uomini e il 29,9% a donne, mentre guardando alla nazionalità, il 18,6% dei casi riguardava soggetti stranieri contro un 81,4% di italiani. Le patologie più frequentemente diagnosticate sono state i condilomi ano-genitali e la sifilide latente (dati Centro operativo Aids – Istituto Superiore di Sanità).

Quanto allo specifico dell’Hiv, nel periodo 1985-2012 ci sono state 56.952 nuove diagnosi di infezione da HIV di queste, il 72,2% erano in maschi e il 21,6% in persone di nazionalità straniera. Dal 2010 al 2012 sono state segnalate, rispettivamente, 3.948, 3.752 e 3.853 nuove diagnosi di infezione da Hiv (dati Centro operativo Aids – Istituto Superiore di Sanità).

Le modalità di trasmissione delle Ist Gli agenti responsabili delle Ist si trasmettono attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale (vaginale, anale, orale) per contatto con i liquidi organici infetti (sperma, secrezioni vaginali, sangue, saliva). Inoltre, si possono trasmettere attraverso il sangue (es. trasfusioni, contatto con ferite, scambio di siringhe, tatuaggi, piercing) o con i trapianti di tessuto o di organi (Hiv, Hbv, Hcv, Sifilide), ed infine, per passaggio diretto dalla madre al feto o al neonato durante la gravidanza, il parto, o l’allattamento (es. Hiv, virus dell’epatite BHbv, herpes genitale, sifilide, gonorrea, clamidia).

Il quadro clinico delle Ist è spesso aspecifico, con segni e sintomi comuni alle diverse infezioni. Inoltre molte IST sono asintomatiche e questo non favorisce la corretta diagnosi e terapia ma lo sviluppo di complicanze, quali ad esempio l’infertilità. Va anche ricordato che ci sono dei gruppi di popolazione più vulnerabili alle IST, quali ad esempio le donne (che hanno un apparato genitale più complesso ed esteso) e i giovani (che hanno tessuti genitali ancora immaturi e più recettivi ai patogeni). La diagnosi di una Ist è più problematica durante l’adolescenza perché la malattia può essere asintomatica.

“Pertanto sulla base di quanto suggerito dall’Oms, anche in Italia – come affermano Maria Cristina Salfa (ricercatore presso il Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità) e Barbara Suligoi (Direttore del Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità) – la strategia di contrasto alle Ist si deve basare principalmente sulla prevenzione, con la promozione di campagne informative e sui fattori di rischio e di attività di educazione alla salute sessuale (es. usare correttamente il condom, limitare il numero di partner). Inoltre è importante favorire la diagnosi precoce delle Ist e il trattamento e aumentare e facilitare l’offerta dei test di diagnosi per identificare anche i casi asintomatici”.

Info: www.epicentro.iss.it/temi/ist/ist.asp; www.iss.it/ccoa/

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