Tra gli atleti è molto diffuso l’uso di integratori alimentari, che possono essere di aiuto in generale anche alla popolazione. Lo dice Alessandro Cardi, dietista antropometrista, specializzato in nutrizione sportiva all’Università Europea di Madrid, già al seguito delle giovanili del Real Madrid calcio.
Creatina per gli sportivi, ma prima il cibo
Prima il cibo, ma non solo il cibo, è questa la sua filosofia. Quando rivolgersi agli integratori? «Quando ci sono necessità in termini di prestazione atletica non sostenuta dal solo alimento o che potrebbe essere migliorata da supplementazioni. Ci sono molte evidenze scientifiche (suddivise in gradi di evidenza A, B e C) su certi tipi di surplus rispetto alla dieta base, che possono fare la differenza. Esempi lampanti sono la caffeina pura in forma anidra, un concentrato in pastiglie o in polvere somministrato dietro controllo medico prima di una partita. E la creatina, in grado di aumentare la forza muscolare e la capacità anaerobica: per avere lo stesso risultato, bisognerebbe mangiare 2 chili di carne rossa al giorno! Tutte sostanze, ovviamente, doping free, cioè consentite, ma andrebbe controllato che ogni lotto abbia la certificazione adeguata.
Per la longevità
Nel contesto della popolazione generale – continua Cardi – potrebbe avere un senso assumere creatina, per esempio per chi si allena in palestra pur non essendo un atleta professionista, o per chi fa sport ad alta intensità e frequenza. Per favorire la longevità – conclude – la ricetta migliore è sempre quella composta da sonno, allenamento delle masse muscolari e alimentazione sana comprendente frutta, verdura e cereali integrali».
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