Salute e Bellezza

Con trattamenti ad hoc e sorveglianza, i pidocchi vanno ko

Pidocchi.jpgCome togliere i pidocchi dalla testa dei bambini? Intanto, bisogna evitare contatti testa contro testa durante il gioco a scuola, a casa o sui campi sportivi, non condividere vestiti, cappelli, caschi, bandane, auricolari, spazzole e asciugamani. Poi disinfettare pettini e spazzole in acqua calda per 5-10 minuti: sono questi alcuni dei consigli che la Food and Drug Administration (Fda) pubblica sul suo sito per spiegare ai genitori come gestire i pidocchi. Un problema che c’è tutto l’anno, e che negli Stati Uniti si stima colpisca dai 6 ai 12 milioni di casi. In Italia i casi sono di meno, ma comunque numerosi. ”Non abbiamo cifre aggiornate – spiega Luigi Greco, vicepresidente della Società italiana di pediatria – le ultime risalgono agli anni ’70, e parlano di qualche migliaio di casi l’anno, ma ora sono probabilmente di più, perchè ci sono più bambini scolarizzati e che vanno all’asilo nido e alla scuola materna. Anche se ci sono picchi in autunno e primavera, i pidocchi colpiscono tutto l’anno. Negli ultimi anni il numero dei casi è rimasto stabile”.

Se ci sono tanti casi però non è per mancanza di igiene, ma perchè il più delle volte il trattamento è fatto male. ”Uno studio italiano del 2013 – continua Greco – ha verificato che i bambini raramente vengono portati dal pediatra. I genitori chiedono spesso consigli ad amici e farmacisti e da noi arrivano quando non riescono più a venirne fuori”. Non solo si va tardi dal medico, ma spesso si sbaglia a eseguire il trattamento.
”C’è l’idea errata – rileva il pediatra – che basti usare i prodotti sui capelli. Invece va fatta anche la sorveglianza, ispezionando i capelli bagnati e togliendo pidocchi e uova con un pettine a denti molto stretti, se non tutti i giorni, almeno ogni 2-3 giorni nelle 3 settimane successive al trattamento”.
Purtroppo cominciano ad esserci anche i primi casi di resistenza ad alcuni farmaci per ”un loro uso non corretto – conclude Greco – Tuttavia, se il trattamento è fatto bene, ed è accompagnato dalla sorveglianza, il problema si risolve”.

5 febbraio 2014 – fonte: ansa

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