Salute e Bellezza

Anche lo shopping on line crea dipendenza

Acquisto_web.jpgAnche lo shopping online – come quello reale, in giro per negozi – può essere pericoloso e creare dipendenza. A mettere in guardia sono gli psicologi: il 30% degli acquirenti in rete, infatti, descrive una sensazione di eccitamento ed appagamento nell’acquisto online che spinge verso un ‘comprare’ compulsivo. Il dato emerge da un’indagine dell’Associazione europea disturbi da attacco di panico (Eurodap) su un campione di 800 persone che fanno acquisti in rete, di età compresa tra 20 e 50 anni.
Il 70% del campione acquista abitualmente sul web: la maggioranza degli uomini acquista elettronica e viaggi; le donne, invece, servizi ed abbigliamento. Tuttavia, il 30% degli acquirenti si dichiara spesso insoddisfatto di ciò che ha scelto di mettere nel carrello. Secondo lo studio, i motivi che portano all’acquisto online sono principalmente la convenienza e la possibilità di confrontare prezzi e prodotti in tempo reale. Ma dall’indagine, rileva la psicoterapeuta e presidente Eurodap Paola Vinciguerra, è emerso anche ”un dato molto significativo che fa comprendere più che mai come si possa diventare facilmente dipendenti dall’acquisto in rete: il 50% del campione dichiara che spesso si collega senza intenzione di fare acquisti, eppure si trova spessissimo con un carrello colmo di prodotti che non aveva assolutamente preventivato”. Ed ancora: ”Il 30% degli acquirenti in rete descrive una sensazione di eccitamento ed appagamento per poi cadere pochi minuti dopo in una profonda frustrazione e senso di colpa per aver acquistato, ma per poi tornare a riempire di nuovo il carrello per riprovare quella sensazione di appagamento che può dare l’acquisto. Si può paragonare il tutto – afferma Vinciguerra – all’effetto di una droga”. Secondo la psicoterapeuta, dunque, proprio la sensazione di eccitamento che l’acquistare regala, innalzando i valori della dopamina, ”può scatenare la ripetizione del comportamento dell’acquisto indipendentemente dall’oggetto acquistato. Si cade così in una rete compulsiva dalla quale è difficile liberarsi”.

24 ottobre 2013 – fonte: ansa

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