Futuro presente

Un comizio? No, sono 128. Dalla Brianza all’India: il candidato è un ologramma

Siamo in India, ci sono le elezioni e sono un evento gigantesco. Si vota per cinque settimane, perché questa è la più grande democrazia al mondo: 1 miliardo e 200 milioni di abitanti, 814 milioni gli aventi diritto al voto, 551 milioni quelli che sono andati a mettere la scheda nell’urna. Mai così tanti.
Adesso immaginate un comizio elettorale, quello di Narendra Modi, leader del Partito del Popolo Indiano, il più importante dell’opposizione. C’è una piazza con una grande folla colorata ed entusiasta perché forse questa volta Modi ce la fa, vince e va al governo. C’è un palco addobbato con i colori del partito e sul palco c’è lui, il leader, che parla, arringa, gesticola e s’infervora. Un normale comizio elettorale.
Solo che Modi è su quel palco e, nello stesso momento, su altri 128 sparsi nell’immensità del Sub continente indiano. E non è una banale diretta televisiva: qui non c’è uno schermo ma un uomo in piedi che parla, reale a tal punto che a quelli che lo ascoltano dalle prime file viene voglia di andare a stringergli la mano. Questo è un ologramma in 3D, una figura umana in tutto identica all’originale: per dimensioni, colori, luminosità e profondità. Come quando al cinema guardiamo un film in 3D, ma senza bisogno di occhialini.
L’ologramma che ha cambiato la comunicazione politica indiana è Made in Brianza. Dietro c’è un imprenditore di Briosco, provincia (forse ex provincia) di Monza, Giovanni Palma, 42 anni, una laurea all’Art Center College of Design di Pasadena, California, e la sua azienda, si chiama Studio Tangram Musion, è il leader mondiale nel settore ologrammi.
Prima faceva grafica per i cataloghi delle aziende di arredamento, da sempre importanti nell’economia brianzola. Poi arriva la crisi e bisogna inventarsi qualcosa di nuovo. Palma e la sorella ci provano con gli ologrammi. Iniziano come esclusivisti per l’Italia di un’azienda inglese, la Pepper Ghost Twcnology, poi, nel 2013, se la comprano con tutti suoi brevetti.
Nel 2012 una sperimentazione a teatro, in Italia, con Pino Insegno che recita con  Alberto Sordi e Marcello Mastroianni riprodotti perfettamente sul palcoscenico in 3D. Poi lo sbarco in India: Palma mette Modi in uno studio di trasmissione e lo fa apparire in simultanea su 22 palchi.
Funziona e  per le politiche del 2014 l’azienda recluta Uwe Maas, un tedesco che ha brevettato un sistema di proiezione olografica ancora più accurato, allestisce un nuovo studio da dove l’ologramma di Modi viaggia nell’etere e atterra nelle piazze. Qui ci sono 148 team di installazione, sono tutti indiani addestrati da Palma e dai suoi, che la servono a chi è venuto al comizio.
Ne esce una fotocopia umana perfetta che è difficile distinguere dal vero. Ed il limite tra vero e falso diventa un discorso complicato ed anche un po’ inutile: perché il candidato che appare in ologramma affascina sia l’India povera e rurale che quella moderna ed ultra tecnologica. La comunicazione politica oltre i social network. Sarà anche per questo che Modi ha vinto le elezioni? Di sicuro, se l’India cambia, è anche merito della Brianza.

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