La salute è servita

Troppe bugie sul latte

Una donna siede a un tavolo con prodotti caseari, pronta a sfatare il bugie sul latte e a gustare latte, formaggio, yogurt e ricotta.

A inizio 2025 il principale gruppo agroalimentare italiano specializzato in latticini e formaggi  freschi ha deciso di riconvertire un suo stabilimento in Puglia, che originariamente imbottigliava solo latte, per produrre burrata e stracciatella. In questo impianto sono state fatte notevoli innovazioni di prodotto, ad esempio riuscendo a ridurre la concentrazione di zuccheri nei tipi di latte senza lattosio. Nonostante gli sforzi per innovare, però, in Italia si registra un costante calo di consumi di latte: secondo i dati del Tavolo tecnico sulla sicurezza nutrizionale, che fa capo al ministero della Salute, tra il 1998 e il 2020 la popolazione con età dai 3 anni in su che lo beve almeno una volta al giorno è passata dal 62,2% al 48,1%. Questa tendenza persiste e, solo nel 2024, un’analisi di NielsenIQ ha registrato una riduzione del 7% in volume del consumo di latte fresco. Tutto questo nonostante l’assunzione di latte, in quantità corretta, sia legata a effetti utili alla salute.

Bugie sul latte, ma le quantità corrette?

Una delle più recenti revisioni sistematiche della letteratura pubblicata su “Advances in Nutrition” sul rapporto tra il consumo di diversi gruppi di alimenti e mortalità per qualsiasi causa, riscontra una possibile riduzione del rischio di mortalità se le quantità di latte consumate sono corrette, mentre osserva un aumento del rischio quando i consumi sono eccessivi. Questa ultima osservazione non deve suscitare allarmismo: è normale che il consumo eccessivo di un alimento, o di uno specifico nutriente, possa avere effetti dannosi. Quali sono le quantità corrette?

Il “Decalogo per il corretto consumo di latte e yogurt nell’alimentazione quotidiana” ad opera del ministero della Salute è chiaro: 3 porzioni tra latte e yogurt, dove una porzione corrisponde a 125 grammi; un esempio può essere una tazza intera di latte (pari a 250 ml, ovvero 2 porzioni) a colazione e uno yogurt consumato come spuntino. Le porzionature suggerite nel decalogo provengono dalle linee giuda italiane edite dal CREA, che sul tema sono sempre state prudenti; decisamente più prudenti di quelle americane che suggeriscono consumi significativamente maggiori: fino a tre “cups” al giorno, pari a circa 700 ml. Siamo un popolo di esterofili, mentre dovremmo ricordarci che nella ricerca in ambito nutrizionale l’Italia ha scienziati di alto livello che hanno saputo indirizzare le nostre linee guida in modo più saggio, su questo tema, rispetto a quelle americane, anticipando le evidenze pubblicate nella revisione di “Advances in Nutrition”.

L’effetto protettivo del latte

Nonostante questo, le fake news sul tema sono diffuse, ad esempio che il consumo sia innaturale perché l’uomo è l’unico essere vivente che continua a bere latte dopo lo svezzamento, oppure che il latte sia cancerogeno. Bufala talmente diffusa che l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro ha dovuto smentirla con un articolo dedicato sul proprio sito istituzionale, dove si legge che “per quanto riguarda il tumore del colon-retto, sembra addirittura che sia vero il contrario, e che questi alimenti (latte e derivati) possano avere un effetto protettivo”. È possibile sia stata anche la diffusione di queste fake news, alle volte comunicate da esperti potenzialmente credibili, ad allontanare i consumatori da un alimento utile nel contesto di una dieta equilibrata; il tema è rilevante, infatti un editoriale di inizio 2025 di “The Lancet”, a cui è stata dedicata la copertina, si focalizza sulla disinformazione “i cui effetti possono essere dannosi o addirittura distruttivi per la salute pubblica”.

 

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop.

Tag: latte, fake news

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