Futuro presente

Stampanti e rivoluzione. Se lo stesso foglio si può usare cinque volte

Secondo noi questa è una rivoluzione assoluta. In senso concreto e per il suo valore simbolico. Per avere qualche termine di paragone: è come per un bambino scoprire che il suo videogioco preferito non finisce quando i mostri alieni lo sconfiggono. Perché può sempre ricominciare da dove era stato “terminato”. È come quando da grande ti accorgi che una storia d’amore  può ricominciare: una, due, tre, quattro, infinite volte. (Sempre che lei sia d’accordo e non ti abbia pregato di sparire dalla sua vita una volta per sempre).

Tutto questo per dire che secondo noi quelli della Toshiba, la grande società giapponese di elettronica e tecnologia varia, questa volta hanno superato un limite che sembrava invalicabile: inventando la stampante che cancella il foglio e lo ristampa. Fino a cinque volte. All’inizio è come una stampante normale: lavori sul computer, poi decidi che ti serve un documento su carta, schiacci “Stampa” e il foglio esce ronzando dalla macchina in fondo all’ufficio. Nel mondo-come-lo-abbiamo-conosciuto-fino-ad-ora quel foglio stampato, a fine giornata o nella gran parte dei casi poco dopo, quando non ti serve più, finisce lanciato nel cestino della carta da riciclare: canestro. Ed è già il migliore dei casi. 

Perché ancora troppo spesso gli tocca il bidone dei rifiuti indifferenziati. Comunque tocca riciclarlo o smaltirlo. E diventa un costo. Ora c’è un’altra possibilità: quel foglio stampato si può rimettere nella pancia della stampante, solo in un cassetto apposito. Quando ridai il comando di “Stampa” la nuova macchina della Toshiba – si chiama e-STUDIO 306LP/RD30 – con la stessa velocità con cui vomita le pagine stampate per la prima volta, 30  al minuto, prende quel foglio già usato, lo scalda, lo cancella e lo rende bianco, nuovo di pacca e perfettamente riutilizzabile. E il gioco dura fino a cinque volte, senza che l’utilizzatore noti nessuna differenza nel prodotto finito.
Il segreto è tutto nell’inchiostro usato nel toner, che è blu ed è come quello delle biro cancellabili dei bambini. Con una formula chimica segreta, grazie al calore prodotto della stampante l’inchiostro scompare, come per magia, perché da blu diventa trasparente. E come per magia i fogli che prima buttavate nel cestino ora tornano in campo. In più, perché non si sa mai, c’è una funzione di scansione che legge i dati stampati su ogni singolo foglio e prima di riutilizzare la carta li converte in files elettronici e li archivia.

Così, se prima i nostri comandamenti erano due, ridurre e riciclare, ora sono tre: ridurre (i fogli usati); riutilizzare (gli stessi fino a cinque volte) e alla fine riciclare (con la raccolta differenziata). Per ora la nuova macchina che riporta in vita la carta è dedicata agli uffici e ai luoghi dove c’è un consumo di copie consistente. Per il futuro è facile prevedere un approdo della nuova tecnologia fin dentro le nostre case, come è stato per il personal computer dopo i grandi calcolatori. Per il presente c’è il risparmio dell’80% di carta usata nei nostri uffici, e la carta è una risorsa naturale. È eccessiva la parola rivoluzione? Di sicuro c’è il premio Innovazione amica dell’ambiente 2013, attribuito da Legambiente con Confindustria, Regione Lombardia, Politecnico di Milano e Università Bocconi.

marzo 2014

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