In Italia sempre più persone utilizzano app per controllare la propria dieta: il tasso di crescita annuo supera il 14% in un mercato che, grazie anche all’intelligenza artificiale, potrebbe diventare rilevante nel giro di pochi anni. Tali applicazioni vengono anche chiamate “contacalorie” in quanto, pur essendo in grado di fornire diverse informazioni, il loro principale scopo rimane il controllo dell’assunzione calorica, come si nota, ad esempio, leggendo la descrizione di una delle app più utilizzate: “Conta Calorie e Dieta”. Certamente l’energia di una dieta, comunemente espressa in calorie, è un parametro importante; tuttavia, non è che una delle decine di variabili che dovrebbero essere bilanciate quando si vuole seguire una dieta sana, o controllare il peso corporeo.
È esperienza abbastanza comune, tra i professionisti del settore, visitare un paziente in sovrappeso che cerca di seguire una dieta molto restrittiva senza successo; nel momento in cui il professionista riduce la restrittività, bilanciando la dieta rispetto alle esigenze, paradossalmente il paziente inizia a perdere peso. Questo ci dà un’idea di quanto possa essere utile spostare l’attenzione dalle calorie alla qualità di ciò che consumiamo, che può essere espressa con la “densità di nutrienti”. Una dieta in cui prevalgano cibi con una elevata densità di nutrienti è più saziante in quanto più ricca di fibre, proteine, minerali e vitamine che contribuiscono alla spontanea regolazione dell’assunzione di cibo e del peso corporeo.
Mangiare di meno non significa dimagrire
Già 20 anni fa Barbara Rolls, professoressa alla Penn State University, scriveva in un editoriale su “The Journal of Nutrition”: «Consigliare semplicemente alle persone di mangiare di meno non si è dimostrata una soluzione efficace, mentre bisognerebbe motivare a mangiare più alimenti a bassa densità energetica ed elevata densità di nutrienti (come frutta, verdura e legumi)». In una recente intervista sul National Geographic, Fatima Cody Stanford, medico specializzato in medicina dell’obesità presso la Harvard Medical School, afferma: «Non dirò mai ai miei pazienti di mangiare meno calorie; il consiglio di mangiare di meno si rivela spesso controproducente; alle giuste condizioni, mangiare di più – e non di meno – potrebbe aiutare il controllo del peso».
App che aiutino a controllare la qualità del cibo che consumiamo, le frequenze di consumo o le porzioni potrebbero essere più utili, rispetto a focalizzarsi solo su calorie o su alcuni macronutrienti, a patto che il loro sviluppo e successo non sia guidato esclusivamente da logiche commerciali. Ad esempio, Uniplate è un’app sviluppata dall’Unità di Nutrizione Umana insieme al Laboratorio di intelligenza artificiale dell’Università degli Studi di Parma, per promuovere abitudini alimentari sane e sostenibili tra la propria comunità di studenti. In occasione dell’ultimo congresso della Società Italiana di Nutrizione Umana, la dottoressa Cinzia Franchini ha spiegato che Uniplate è stata fortemente adattata alle specifiche esigenze della comunità per cui è stata pensata; declinazioni su altre tipologie di popolazione necessiterebbero di sviluppi da parte di team multidisciplinari, alla base della realizzazione di un’app davvero seria.
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