L’incompetente

Ritardi dei treni. E grazie al carro (merci)

Le mani di un bambino giocano con un trenino di legno su un binario curvo: niente ritardi dei treni, solo puro divertimento.

Purtroppo, quando Matteo Salvini si è insediato, ha tenuto le istruzioni al contrario. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: se mai verrà costruito il Ponte sullo Stretto – che procede a rilento: non ci sono abbastanza pentiti da mettere nei piloni – il rischio concreto è che i primi Frecciarossa a raggiungerlo siano partiti ieri pomeriggio.

I ritardi dei treni a livello artistico

Negli anni, peraltro, la lista delle scuse per i ritardi sta raggiungendo livelli artistici. Il mio preferito resta: “Ritardo nella preparazione del treno”. Cos’è, vi hanno colto di sorpresa? Ieri non era previsto e oggi sì? Subito dopo, per divertimento indotto, c’è il ritardo per guasto a “un treno precedente di altra compagnia”. E grazie al carro (merci): le compagnie sono due, chi potrà mai essere? A ’sto punto fate il nome: “Colpa di quelle pippe di Italo/Trenitalia, mica nostra”. Per fortuna che tra poco circoleranno anche convogli ad alta velocità francesi e spagnoli. A quel punto si potrà dare la colpa a qualcun altro, magari citando anche l’assenza del bidet e la barbarie della corrida. Così, di botto, senza senso.

Infine, a pari merito, l’annuncio che più mi rallegra è il ritardo dovuto a “circolazione perturbata per traffico sulla linea”. “Circolazione perturbata” sembra il titolo di un libro di Liala sugli amori per la terza età, e fa il paio con la perturbazione che coinvolge il bassoventre del viaggiatore asserragliato suo malgrado nel convoglio. Ma il lirismo è tutto in quel “traffico sulla linea”. Traffico? Ci sono più treni di ieri? Sono saltate le partenze intelligenti e sono in coda tutti insieme? Abbiamo un tizio col cappello che guida una 850 e si è inserito sulla linea? Diamogli gli abbaglianti, diamogli.

Il nuovo codice della strada

Per fortuna che, a fronte di scuse così fantasiose, qualcuno regala non sogni, ma solide realtà: il nuovo codice della strada. I conducenti di monopattini devono indossare il casco, così imparano a non prendere i taxi. Se ti sei fatto una canna due settimane prima e guidi, ti ritiro la patente e ti confisco tutta la discografia di Bob Marley. Gli autovelox per controllare i 30 all’ora no, visto mai che qualche pedone in città preservi la ghirba, ma quelli esistenti devono essere segnalati da un cartello, un vigile urbano vestito da Gabibbo, la banda municipale e, di notte, i fuochi d’artificio. Bere prima di guidare può causare il ritiro della patente, scrivere il codice della strada dopo aver bevuto può comportare la rielezione.

Dopo dieci minuti e dodici dall’approvazione, Salvini ha rivendicato un calo degli incidenti di circa il 180 per cento, che secondo i dati prodotti da economisti del calibro dei senatori Borghi e Bagnai corrisponde all’incirca al 230 per cento del millemila per cento. L’aver aumentato l’importo delle contravvenzioni, inoltre, ha già portato nelle casse dello Stato 600 fantastiliardi di euro, coi quali potremmo agilmente comprarci Panama, Groenlandia e persino un aperitivo in galleria a Milano. Purtroppo però le multe, essendo comminate da Salvini, vengono emesse già condonate e quindi sarà sufficiente non pagarle mai per rientrare quanto prima nell’evasione di necessità. Io, ad esempio, necessito di un jet privato da dodici posti. Entro maggio.

Nuove norme del codice della strada

Forte del successo ottenuto, il ministro per TikTok e le varie ed eventuali, è pronto a introdurre nel codice altre migliorie. Segnalo la sovrattassa per le auto elettriche (a esclusione di Tesla), sgravi fiscali per chi non indossa le cinture ma ha attaccato al cruscotto l’adesivo di Padre Pio che dice “Non correre, pensa a me”. Oltre alla doppia linea continua, che esiste solo in Italia per rafforzare il concetto del divieto di sorpasso, si medita di introdurre la linea Adidas, a tre strisce: la supereranno tutti come sempre, ma almeno guadagneremo qualcosa nella sponsorizzazione. È inoltre prevista una stretta su chi guida scrivendo con lo smartphone, a meno che il social non sia uno tra Facebook, X, WhatsApp, o comunque di Zuckerberg o Musk. Chi insistesse a mettere la freccia per segnalare la svolta sarà considerato “buonista”, o “woke” e multato per procurato allarme sociale.

Infine, ma la norma è ancora in dubbio per un presunto conflitto con la Costituzione, è prevista la preferenziale per migranti: chi la imbocca, finisce dritto in Albania. E ritorno. Buon viaggio a tutti.

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop.

Tag: ritardi, treni, trasporti, codice della strada

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