Terra, uomini e clima

I miei consigli per risparmiare acqua

Una clessidra di ghiaccio, che simboleggia il risparmio idrico, si trova nell'acqua con i ghiacciai in scioglimento.

Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’acqua. La si celebra dal 1993 e quest’anno è dedicata ai ghiacciai, visto che il giorno precedente, per la prima volta, le Nazioni Unite hanno istituito la giornata per la preservazione dei ghiacci. L’acqua che sgorga dalle nevi eterne delle alte quote dovrebbe essere pura, invece è sempre più inquinata da sostanze che arrivano trasportate dai venti e dalle precipitazioni. E poi è sempre di meno, in relazione al continuo ritiro delle zone ghiacciate su tutte le montagne del mondo. Per questo risparmiare acqua è importante. Perché può essere troppo poca, e la siccità della Sicilia ce lo ricorda, o troppa, e le alluvioni dell’Emilia-Romagna ne sono il simbolo recente. Si chiamano colpi di frusta climatici, ovvero le estremizzazioni del clima che sempre più si comporta per eccessi, mettendo a dura prova le attività umane, fino a minacciare la vita delle persone. Ma cosa possiamo fare nel nostro piccolo per usare l’acqua con saggezza?

Risparmiare acqua, è anche una questione di energia

In media in Italia ognuno di noi ha un consumo di 200 litri di acqua al giorno, ma il prelievo alla fonte è più che doppio, 424 litri per abitante: la differenza se ne va in perdite dagli acquedotti nazionali, ridotti a colabrodo in particolare al centro-sud, proprio dove acqua ce n’è di meno. Visto che l’acqua necessita di processi di potabilizzazione, pompaggio e depurazione dopo l’uso, per ogni metro cubo che esce dai rubinetti bisogna calcolare anche 1 kWh di energia, e molta di più se si ricorre ai dissalatori.
Quindi sprecando acqua sprechiamo pure elettricità e produciamo emissioni inquinanti. E paghiamo tutto questo in bolletta.

Per prima cosa allora conviene controllare che non ci siano perdite: il rubinetto che gocciola o la cassetta dello sciacquone che lascia correre un filo d’acqua, alla fine dell’anno possono tradursi in decine di migliaia di litri buttati via.
Poi conviene prediligere l’uso della doccia (breve) a quello della vasca da bagno, installare dispositivi aeratori di getto che dimezzano la quantità d’acqua erogata, impiegare la lavastoviglie invece del lavaggio a mano, usare acqua di scarto della cucina per bagnare i fiori. E fare attenzione a tirare gli sciacquoni del wc: ogni volta sono circa 6-10 litri che se ne vanno, ma le moderne cassette oltre al doppio tasto per scarichi più o meno abbondanti, hanno ulteriormente ridotto le quantità sotto i 6 litri, quindi può essere utile sostituire
quelle più antiquate.

In zone extraurbane, l’acqua piovana non va sprecata

In un appartamento di città è difficile fare di più, mentre se abitate in zone extraurbane con un piccolo orto o giardino è utile installare una cisterna per la raccolta di acqua piovana dal tetto che potrà sostituire la potabile per irrigare le piante, per lavare pavimenti oppure l’auto. Il vantaggio di una cisterna è che non soltanto eviterà di sprecare (e pagare) preziosa acqua potabilizzata, ma vi offrirà una importante autosufficienza idrica durante le siccità e le conseguenti restrizioni nell’uso dell’acqua di rete. Tutto il contrario della piscina privata, un lusso che consuma decine di metri cubi d’acqua, spesso utilizzata più come status symbol che come effettivo svago.

Puoi leggere questo articolo anche sull’edizione online di Consumatori o ritirare gratuitamente la copia cartacea della rivista in un negozio Coop.

Tag: alluvioni, Acqua, siccità, ghiacciai, neve

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