L’incompetente

Proviamo a prevedere i dazi di Trump

bambino che guarda perplesso un pallottoliere. simbolo di previsione dei dazi di trump

Negli Usa, grazie ai dazi di Trump, le uova di gallina vengono quotate alla Borsa di New York e scambiate con once di metalli rari come il platino, il plutonio e il piombo pralinato in ghisa con il quale il ministro Giuli scrive i suoi discorsi.
È l’esito primo di una straordinaria new entry: l’economia infantile. Una filosofia che sta a metà tra il fordismo, il taylorismo e la canzone dei Puffi, che il presidente Usa ha messo in campo scatenando l’inferno. Perché se è vero che i cretini non cambiano mai idea, chi la cambia dodici volte al giorno non è detto che non sia un cretino.

 

Le mattane prossime venture

Al momento di andare in stampa, il coso arancione ha indetto e revocato dazi a Paesi di tutto il mondo, alcuni non presenti sulle carte geografiche, su qualunque prodotto disponibile e non. Per esempio, ha investito la Cina con sovrattasse del 145% sui prodotti di alta tecnologia, salvo scoprire che per comprare un iPhone sarebbero serviti dieci iPhone. Ritirata. Il 9 aprile ha sospeso i dazi universali che aveva imposto solo due giorni prima, perché al posto della Silicon Valley stavano già costruendo un grande parcheggio. Ha imposto “tariffe” ai pinguini di isole disabitate e quelli ora fanno gli amministratori delegati della Microsoft. E se fosse possibile prevedere i dazi di Trump? A seguire, un tentativo di previsione delle mattane prossime future provenienti dalla Casa Bianca, elaborate con l’aiuto di Samuel W. Pellecchia, ordinario di psichiatria tricologica dell’Ohio Voldemort University di Springfield (Massachusetts).

Giugno

Il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica in Italia, Trump impone dazi su Parmigiano Reggiano, pecorino romano e pepe in grani. Le “fettuccine Alfredo”, pietanza di presunta provenienza italiana disponibile solo negli Usa, passano in pochi giorni dalla vendita nei “ristoranti” Olive Tree al mercato nero, con l’apertura di alcuni speak-easy come ai tempi del protezionismo. Per entrare si usa la parola d’ordine “Topo Gigio”. Il 3 giugno i dazi vengono ritirati.

Luglio

Dazi sui tormentoni estivi. Il 3 luglio Gabry Ponte viene fermato alla frontiera con una chiavetta Usb piena di ritornelli insopportabili e portato a Guantanamo. Una guardia riesce però ad ascoltare “Tutta l’Italia”, la fa avere alla Casa Bianca e il brano – diventato nel frattempo “Tutta l’America” – diventa il nuovo inno nazionale.
Viene eseguito il 4 luglio durante la festa dell’indipendenza e Gabry Ponte prende il posto di J.D. Vance alla vicepresidenza. Dazi ritirati.

Agosto

Golf.

 

Settembre

In occasione degli US Open, Trump impone dazi del 118% su abbigliamento e materiale sportivo prodotto fuori dagli Usa. La finale viene giocata da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz completamente nudi, utilizzando come racchetta una precisa parte del corpo. Strepitoso successo. Dazi ritirati.

Ottobre

Il 31 ottobre, Trump impone il dazio di Halloween su tutti i prodotti dolciari importati o prodotti secondo regole diverse da quelle in vigore negli Usa. Milioni di bambini intossicati dai “dolcetti” prodotti con le stringenti regole della Food and Drug Administration, che prevedono tra l’altro l’uso di cadmio, segatura e asfalto al posto del cioccolato. Dazi ritirati.

Novembre

Durante il G20 di Johannesburg, Trump impone dazi del 600% su tutti i voli provenienti dai Paesi africani, pena il divieto di atterraggio: è convinto di essere in Australia. Al momento di rientrare negli Usa, l’Air Force One viene affiancato da due caccia che lo scortano fuori dallo spazio aereo americano. Il presidente tenta di tornare a Washington via terra ma viene respinto alla frontiera dopo essersi qualificato come Donald Trump da un agente che gli risponde: «Sì, e io sono Scarlett Johansson». Oppone resistenza e viene arrestato. Il potere passa al vicepresidente Gabry Ponte.

Dicembre

Gabry Ponte si dimette e, indette nuove elezioni, vince Bernie Sanders. Pace in Palestina, in Ucraina, in India e in tutti gli altri scenari di guerra. Aboliti i dazi in tutto il mondo. Le frontiere diventano una convenzione superata. La gente smette di rompersi le balle sulle differenze e vive in pace. Trump apre un chiringuito a Cuba. E tutti vissero felici e contenti.

 

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Tag: economia, dazi

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