Terra, uomini e clima

Primavera, la stagione capricciosa

fiore coperto di neve, simbolo di primavera, in un paesaggio innevato con alberi nudi

Nell’immaginario pittorico la primavera è stagione tutta fiorellini e tiepide brezze. Nella realtà climatica mediterranea è invece una stagione di transizione capricciosa, ora più simile a una coda d’inverno, ora precocemente estiva. Francesco Chiesa nel suo romanzo “Tempo di marzo” uscito nel 1925 descrive la primavera ticinese così: «uno di quei bei cieli inquieti di marzo o d’aprile, attraversato da fughe di nuvole meravigliose; lucenti alcune, che vincevano il sole […] altre nere nere cariche d’inverno…». Tempo primaverile inquieto, dunque, variabile, incostante, con frequenti ritorni di freddo, eppure anche questa stagione non è stata risparmiata dal riscaldamento globale, visto che in Pianura Padana rispetto a un secolo fa si è riscaldata di oltre due gradi.

La primavera italiana più calda in 200 anni, secondo la serie del CNR-ISAC, fu quella del 2007 (e tutte le prime dieci più calde sono avvenute dal 2000 in poi), mentre la più fredda risale al lontano 1837 e fu più simile a un inverno. Se si va più indietro si ritrova una nevicata a Torino il 1° maggio 1714, sia pure con fiocchi che non si fermarono al suolo, mentre il 22 maggio 1716, narra il diario torinese di Francesco Ludovico Soleri, “si è veduto ancora in qualche cortile relliguati (resti) di cumuli di neve”. Non mancano anche in tempi recenti nevicate tardive sui tulipani in fiore, l’ultima memorabile avvenne il 18 aprile 1991 e depositò perfino 20 centimetri di neve a Bologna, ma oggigiorno a fine maggio per trovare ancora mucchi di neve vecchia dell’inverno bisogna salire a 1.500 metri!

Che le primavere del XXI secolo si siano riscaldate ce lo dicono anche le piante: le fioriture anticipano, se ne accorgono gli allergici al polline che vedono ridursi i mesi di tregua invernale. Ci sono anche alcuni alberi che vengono osservati da lungo tempo per registrare le date di fioritura, come il ciliegio di Liestal, vicino a Basilea che mostra attualmente un anticipo di una ventina di giorni rispetto al Novecento. Purtroppo la maggior precocità di sviluppo vegetativo espone le piante a gravi danni in caso di successive gelate tardive come avvenuto in Europa nel 2017 e nel 2021.

La primavera è una stagione di transizione, carica di aspettative: sarà perché si ha fretta di uscire dall’inverno e si vorrebbe subito un tempo caldo e stabile, mentre soprattutto sull’Italia del centro-nord è periodo di piogge abbondanti. Ed è bene che sia così, in quanto permette una ricarica idrica dei suoli in vista dei calori estivi: la mancanza delle piogge primaverili si è tristemente manifestata nel 2022 con la siccità del bacino padano più marcata degli ultimi duecento anni, causa di perdite di raccolti agricoli e scarsa produzione idroelettrica. Inutile dunque lamentarsi di brevi ritorni di freddo o cieli piovosi sugli alberi in fiore: i nostri nonni hanno vissuto primavere più simili a prolungamenti  dell’inverno che ad anticipi d’estate. Perfino questo mese di marzo, in Italia ventoso e burrascoso, che ai più è parso insolitamente freddo, in base ai dati meteo è risultato di quasi un grado superiore alla norma! Termometri battono sensazioni uno a zero.

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Tag: primavera, stagioni, temperatura, riscaldamento globale

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