Sono decine le “task force” messe insieme per orientare il mondo post coronavirus da parte di governi, regioni, associazioni commerciali e industriali. E molti hanno annunciato che questo mondo futuro, per evitare i gravi rischi che corriamo per i cambiamenti climatici e il degrado degli ecosistemi, dovrà assolutamente essere più sostenibile, più rispettoso dei limiti ecologici, più “green”. Poi vai a vedere le composizioni di queste task force e scopri che mai al loro interno c’è un rappresentante di chi questi rischi naturali li studia. Ci sono quasi sempre manager, economisti, avvocati e commercialisti, affiancati da sociologi ed esperti di marketing.

Ma di climatologi, oceanografi, glaciologi, idrologi, biologi, zoologi, botanici, geomorfologi, pedologi, architetti della sostenibilità, ingegneri ambientali ed energetici, io non ne vedo mai. Eppure il mondo va avanti perché è basato su processi fisici che ci offrono un clima favorevole, acqua, aria e risorse rinnovabili, non perché risponda alle illusorie leggi economiche degli umani. Che semmai stanno proprio minacciando l’integrità di questi processi, con il rischio ormai concreto di compromettere l’abitabilità del nostro piccolo pianeta dotato di vita. Mi sembra che le scienze del sistema Terra si possano paragonare ai medici per una persona: avvertono che c’è una patologia che va curata. Ma invece di chiamarli a consulto, la famiglia convoca l’assicuratore, il direttore della banca dove il paziente ha il conto, il funzionario dell’agenzia delle entrate, il datore di lavoro, e domanda loro quali soluzioni adottare per guarire più in fretta possibile e poter tornare così a produrre, a pagare la rata del mutuo e le tasse.

Guarda caso, tutte le medicine da costoro proposte aggraveranno lo stato di salute già precario del nostro malato, mentre i medici, tenuti fuori, si sbracciano dai vetri per dire che no, così non funzionerà, il paziente-Terra ha solo bisogno di riposo e di una dieta più sana. Ma nessuno li ascolta e così ancora una volta alla Terra verranno somministrate pozioni tossiche che porteranno dritti alla prossima crisi. Quali sono le medicine sbagliate secondo i medici ambientali? L’ossessione per una crescita economica infinita in un mondo finito, l’utilizzo del Pil come indicatore di benessere, la cementificazione e le grandi opere, l’uso eccessivo di energia fossile, la spinta alla crescita dei consumi e alla produzione di rifiuti, la deforestazione, l’agricoltura e l’allevamento industriale, il sovrasfruttamento delle risorse ittiche, l’aumento della popolazione globale.

Quale dovrebbe essere la corretta terapia? Energie rinnovabili, efficientamento energetico delle abitazioni e degli edifici industriali e commerciali, protezione del suolo, manutenzione del territorio, telelavoro per ridurre i trasporti, limitato uso dell’aereo, agricoltura sostenibile e dieta a basso tenore di carne, economia circolare e riciclo rifiuti, riparazione e riuso contro l’usa e getta, più sanzioni per chi inquina, più incentivi per chi protegge l’ambiente, meno aumento demografico. La vita e il futuro dell’umanità non sono compatibili con la tirannia dell’economia e della finanza, riformiamole prima che sia troppo tardi.

Tag: crescita, coronavirus, pil

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