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Parental control: non sarà un software a educare i nostri figli

Parent control

Ha fatto molto discutere l’ultimo libro dello psicologo americano Jonathan Haidt, “The Anxious Generation”, che lega il forte aumento del disagio psichico degli adolescenti nordamericani a due cause ben precise: la tendenza, iniziata negli anni ’90, a ridurre fortemente gli spazi di autonomia di bambini e ragazzi, e l’arrivo di smartphone e social network dalla fine degli anni ’10 di questo secolo. Gran parte dei commentatori si e concentrata unicamente sul secondo fattore: togliere lo smartphone a bambini e ragazzi sembra una soluzione semplice e a portata di mano, dimenticando che tutto questo non può funzionare se in parallelo non aumentano gli spazi di socialità, libera aggregazione, esplorazione. Tuttavia, noi adulti abbiamo una responsabilità educativa irrinunciabile, innanzitutto quella di dare per primi l’esempio di un uso consapevole della tecnologia: se mamma e papa hanno sempre il telefono in mano, con quale credibilità lo negheranno alla prole senza trasformarlo in un oggetto del desiderio?
Il Governo italiano ha lanciato una campagna sul parental control e intende obbligare i produttori dei dispositivi di comunicazione elettronica a “informare l’utente sulla possibilità e sull’importanza di utilizzare applicazioni di controllo parentale”. Tutto giusto, ma non possiamo delegare a un software il compito di educare i figli: il filtro migliore e quello che si dovrebbe sviluppare nella loro testa e che possiamo costruire insieme, accompagnandoli nelle prime esplorazioni online e ragionando con loro sui contenuti che incontrano. Cosi come chiediamo “Com’ è andata oggi a scuola?, dobbiamo informarci su cosa succede nelle chat e sui social. E, dato che tutte le piattaforme online hanno delle soglie minime di età per creare un account, questa e un’ottima occasione per ragionare sull’importanza delle regole condivise.
Insistere solo sulla paura del mondo la fuori non fa che peggiorare la dipendenza digitale: lavoriamo per renderlo un po’ migliore questo mondo, sia online che offline, e per far crescere giovani solidi e consapevoli.

Essere genitori online Un tema su cui riflettere seriamente è lo sharenting, l’abitudine di condividere online foto dei propri figli senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze sulla loro percezione futura di sé, nonché dei rischi per la loro stessa sicurezza. Ne parla un bell’articolo di Valigiablu: it. www.valigiablu.it/sharenting-genitori-foto-figli-cosa-e/

Filtri e restrizioni parentali Ecco alcuni link alle istruzioni per attivare filtri e controlli parentali su vari dispositivi. Attivare il controllo genitori su Google Play: alebego.li/restrizioniGooglePlay
Attivare i controlli parentali su iPhone, iPad, iPod touch: alebego.li/RestrizioniIOS
Impostare gli utenti della famiglia e le relative restrizioni di ciascun utente su Windows: alebego.li/famigliaWindows
Attivare la modalità protetta su YouTube:alebego.li/RestrizioniYouTube

Tag: bambini, smartphone, , genitori

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