La vista è uno dei sensi più rilevanti nel rapporto che abbiamo con il cibo, sia esso reale, oppure mediato da immagini o video. Attraverso la vista si percepisce la bellezza di un alimento, mentre noi dietologi siamo concentrati sui nutrienti e difficilmente ci siamo posti domande sul ruolo della bellezza del cibo nella regolazione del comportamento alimentare.

Vi sono alcuni ricercatori che si sono dedicati al tema, proponendo anche un termine traducibile con “fame visiva”, che descrive la risposta alla nostra aumentata esposizione a immagini di cibo appetitoso attraverso smartphone, computer o televisione: un fenomeno così pronunciato che, anche in letteratura scientifica, viene denominato “food porn”. Trovo fuori luogo quest’ultimo termine, in quanto sono semplicemente l’appetibilità e la bellezza a caratterizzare tali immagini, sempre più diffuse anche attraverso l’utilizzo di social network, tanto che alcuni ristoratori vorrebbero proibire di scattare e condividere foto dei loro piatti.

Un piatto ben presentato che effetto fa rispetto al medesimo alimento mal presentato? È stato dimostrato che la bellezza di un alimento ne enfatizza l’apprezzamento e che, quando si esclude la vista dall’esperienza sensoriale (semplicemente bendando gli individui oggetto di studio), le persone tendono a consumare meno cibo (-22% nell’articolo di Yvonne Linné). Dunque, la percezione della bellezza di un cibo può aumentarne il consumo, il che è qualcosa di indesiderato se stiamo parlando di alimenti ad elevata densità energetica, mentre può essere utile nell’incrementare il consumo di alimenti salutistici.

Nella pratica ambulatoriale sono rimasto colpito da una frase frequentemente usata dai miei pazienti selettivi che non consumano insalata: «Dottore, io non mangio l’erba». Un’espressione non realistica che crea una immediata associazione spiacevole. Proprio su questo alimento si è concentrato Charles Michel, ricercatore presso l’Università di Oxford, che ha svolto un esperimento sulla presentazione dell’insalata, arrivando a testare presentazioni ispirate a quadri di Kandinsky. Come in qualsiasi esperimento si testano situazioni estreme, e anche in questo il medesimo alimento è stato decisamente più apprezzato quando ben presentato.

Questo non significa che dovremo diventare degli artisti, tuttavia considerare la bellezza della presentazione può aiutare ad affrontare la selettività alimentare, problema che impedisce a molte persone di consumare alimenti protettivi per la propria salute. A questo si aggiunge un altro argomento attuale nella regolazione del comportamento alimentare, chiamato “mindfulness” e traducibile con “consapevolezza”. Una delle due attitudini su cui si basa la “mindfulness” riguarda la capacità di vivere e percepire pienamente l’esperienza nel momento stesso in cui la si compie. La bellezza aiuta a concentrarci su ciò che stiamo facendo, questo anche mentre consumiamo un pasto; lavorare su questi aspetti può dunque essere di aiuto nel migliorare la nostra dieta.

Tag: , bellezza, food porn

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