Siamo tutti curiosi di conoscere la temperatura, soprattutto quando fa molto freddo o molto caldo. Per questo, complice l’elettronica a basso prezzo, siamo sempre più circondati da termometri: nelle insegne luminose dei negozi, sulle automobili, perfino sulle nostre scrivanie (un tempo era un semplice termometro a mercurio appeso fuori della finestra). Ma quando leggiamo una temperatura, cosa sappiamo dell’affidabilità di quel dato? Il sensore è tarato? Se dice 20 gradi Celsius, sarà vero? O forse saranno 19? Oppure 21? E poi conta molto dove è installato. Un termometro al sole su un piazzale asfaltato misura anche 5 gradi in più di uno all’ombra tra gli alberi. Chi ha ragione? Da tempo meteorologi e climatologi hanno sviluppato regole internazionali comuni, stabilite dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale di Ginevra, per rendere i dati affidabili e confrontabili. Ma il continuo evolversi degli strumenti meteorologici automatici rende necessaria una revisione di queste regole, talora antiche di un secolo.

Per questo è nata una collaborazione tra meteorologi e metrologi, i colleghi che studiano la qualità degli strumenti di misurazione, dalle bilance con le quali pesiamo il cibo agli orologi atomici che regolano la funzionalità dei satelliti. Non poteva quindi mancare anche una sezione dedicata a temperatura, umidità, vento, pioggia, intensità della radiazione solare. Questa collaborazione è nata in Italia, grazie a una lunga tradizione storica, infatti la maggior parte degli strumenti meteorologici è stata inventata alcuni secoli fa da scienziati italiani: Torricelli con il barometro, Galileo con il prototipo di termometro, Leon Battista Alberti con l’anemometro, Benedetto Castelli con il pluviometro. Questa creatività si è unita oggi all’eccellenza dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica di Torino (Inrim).

In sostanza i metrologi aiutano i meteorologi a essere certi che i loro strumenti misurino correttamente lo stato dell’atmosfera, così importante in tempi di cambiamento climatico. Uno dei primi compiti che l’Inrim si è trovato a espletare per conto dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale è stato la convalida della temperatura di 48,8 °C registrata a Siracusa l’11 agosto 2021, la più alta della storia d’Italia e d’Europa. Il sensore è stato smontato e trasportato in laboratorio e con accurati test è stato confrontato con altri strumenti campione. Ne è risultata piena rispondenza agli standard di misura: il dato era preciso ed è stato certificato come record assoluto. Nonostante questo delicato lavoro portato avanti da ricercatori competenti e istituti di ricerca ufficiali, siamo circondati dalla confusione. Da un lato temperature inaffidabili rilevate da termometri farlocchi vengono diffuse senza alcuna garanzia da mezzi d’informazione e internet, dall’altro persone prive di qualsiasi autorevolezza scientifica si permettono di criticare i dati di stazioni meteo istituzionali paragonandoli con le proprie impressioni: “Caldo eccezionale? Ma anche l’anno scorso ha fatto caldo!”.

Per fortuna i numeri, quando sono certificati, non lasciano spazio a interpretazioni.

Tag: cambiamento climatico, temperatura, meteorologi

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