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L’obsolescenza dei prodotti e la tecnologia che non si ripara

Siamo portati a pensare che la tecnologia moderna, quella che io definisco barocca, ci migliori la vita e ci faccia risparmiare tempo. Basta studiare un qualsiasi esempio per capire in poco tempo che non è sempre vero, anzi. Per esempio, nessuno si sognerebbe di cambiare la cerniera lampo con i vecchi bottoni, se non per motivi di moda. I bottoni sono un’invenzione antichissima, di origine asiatica, e, nonostante in Occidente si usassero preferibilmente lacci e fibbie, erano ben noti e si diffusero largamente almeno dal Medioevo. I bottoni potevano essere fatti di legno, d’osso, d’avorio, d’oro, d’argento e d’ottone, poi di cuoio o di stoffa e di plastica. Si assicuravano, come oggi, all’abito tramite un filo di cotone che passava attraverso gli occhielli: una tecnologia semplicissima, primitiva che funziona ancora oggi in maniera egregia.

La cerniera lampo, invece, è un prodotto tecnologico e sofisticato molto più recente, probabilmente risale alla metà del XIX secolo, e tutti sappiamo come è fatta: una serie di ganci disposti su un lembo che si impegnano sulle sedi opportunamente predisposte sul lembo opposto. E il primo impiego su larga scala fu per chiudere/aprire le divise ai militari statunitensi che così risparmiavano prezioso tempo per vestirsi o spogliarsi alla bisogna.

Ma poi la zip giocò la sua carta vincente: dotare di cerniere lampo i vestiti dei bambini, così sarebbero stati da subito indipendenti e i genitori avrebbero risparmiato un sacco di tempo. Perché farli faticare per allacciare un bottone, spesso così duro all’inizio, o una scarpa, con tutti quei lacci? Ogni anno, oggi, si costruiscono milioni di km di cerniere e non più solo in metallo. Un vero successo tecnologico che ha sostituito un attrezzo vecchio e obsoleto rendendoci più comoda la vita, facendoci risparmiare tempo e senza impatti ambientali.

A riflettere bene un problema c’è: guai a deformare (“viziare”) la parte dell’indumento che contiene la cerniera lampo, fosse anche per il tempo di un lavaggio in lavatrice. Se si deforma l’uso diventa subito difficoltoso e dopo un po’ la zip si incastra così di sovente da renderci nervosi. Così può capitare che salti un “dente” e si rompa. In quel caso, però, non la potete riparare a casa: è inutile che insistiate con pinze e pinzette, non c’è niente da fare. Del resto è figlia di una tecnologia che non permette la riparazione e, anzi, ha come unico comandamento l’obsolescenza dei prodotti. Potete, semmai, sostituirla, ma anche questo non da soli e solo rivolgendosi a specializzati artigiani, cari in proporzione. La zip non si ripara, si cambia. Il bottone, invece, è indistruttibile e il suo uso è garantito per sempre: tutt’al più bisogna ricucirlo, ma questo lavoro può essere fatto a casa, con pochissima spesa, e infinite volte. Infine, difficilmente il bottone induce mutilazioni primarie come è in grado di fare la zip (soprattutto se non si usa biancheria intima).

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