I cosiddetti mass media riversano sui consumatori un eccesso di proposte enogastronomiche e di consigli dietetici, talvolta più confondenti che informativi! Proprio per l’accresciuta attenzione verso un’alimentazione “sana” e personalizzata, è inevitabile che alcune fonti di divulgazione ricerchino lo scoop con asserzioni mirabolanti su pregi e difetti del nostro modello alimentare. Questo atteggiamento, però, suscita disagio, perchè non di rado deriva da interpretazioni statistiche arbitrarie, o ricavate da pochi e anonimi intervistati, magari in contrasto con le raccomandazioni formulate dalle Società scientifiche competenti. Inoltre, si contrappone troppo l’esaltazione di un’improbabile genuinità alla irrazionale sfiducia su tutto ciò che l’industria alimentare ha fatto o potrà ancora fare di positivo.
In tutti i campi esistono i catastrofisti e i superficialmente informati che semplificano dei fenomeni epidemiologici multifattoriali, quindi di complessa decifrazione.
L’alimentazione è un campo tipico di denuncia per sospetti, supposizioni e mezze verità, ma quasi mai vengono segnalati in positivo dati indiscutibili, come la quasi scomparsa di malattie legate a scarsa igiene alimentare o a deficit vitaminico-minerali o a malnutrizione proteico-energetica. Perciò, molti cercano degli approfondimenti via Internet (dove accanto a siti autorevoli – Ministero della Salute, INRAN – proliferano siti inattendibili o promozionali), altri si rivolgono ai nutrizionisti o al medico di fiducia per chiarimenti sul “vero o falso”, “fa bene o fa male”, “protegge dal cancro o lo favorisce”! Ormai, non c’è cuoco o presentatrice che si limiti al suo ruolo senza anticipare l’esperto (vero o presunto) sui potenziali effetti digestivi o sul riflesso clinico di particolari abitudini alimentari; cioè, si esprimono pareri personali senza conoscere le più elementari nozioni di digestione e utilizzazione cellulare dei nutrienti! La medicina e la dietetica non meritano di essere trattate come una rubrica sportiva dove tutti criticano l’arbitro senza neppure conoscere le regole del gioco! Tutto ciò crea falsi problemi e pregiudica il sereno rapporto che dovremmo avere con la buona tavola, ovviamente nei limiti dell’età, dello stile di vita e del reale stato di salute.

Eugenio Del Toma

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