Continua il dibattito sul diritto alla cittadinanza per i giovani stranieri. Ne parliamo da anni, senza arrivare a nulla. Ecco un riassunto delle proposte in gioco. Per decidere qualcosa e evitare che i giovani nati in Italia diventino anziani senza diventare italiani.
Ius soli – Si è cittadini di un paese per il fatto giuridico di esservi nati. Applicato in Usa, Canada e quasi tutto il Sud America. “Tutti paesi grandi e vuoti, che avevano necessità di popolarsi – dicono quelli che non lo vogliono – la situazione in Italia è differente”. Allora ipotesi Ius soli Appenninis: diventa italiano chi nasce in uno dei paesi delle aree interne che si stanno svuotando. Ma poi deve rimanerci. Anche se non ci sono più le scuole, il medico di base è andato in pensione, la bottega di alimentari sta chiudendo.
Ius soli balnearis – Chi nasce su una spiaggia demaniale diventa automaticamente cittadino italiano e in aggiunta la sua famiglia acquisisce la gestione dello stabilimento balneare che vi è installato da 40 anni e paga 3 mila euro di canone all’anno e un lettino e due sdraio in quinta fila ne costano 120 al giorno. Così risolviamo due problemi in un colpo solo.
Ius scholae – La proposta del ministro Tajani: “Dare la cittadinanza ai giovani che abbiano completato il corso di studi con successo, e ribadisco con successo”. Allora, per far prima: Ius presidis. Un dirigente scolastico ci mette un attimo a capire che questo ragazzino/ragazzina studia, si impegna, ha della stoffa. Che a 23 anni avrà già brevettato un robottino che fa le olive all’ascolana e fondato tre start-up quotate al Nasdaq. Allora prendiamolo al volo, per il bene del Paese. Problema dello Ius presidis: i presidi si stanno estinguendo.
Ius smanettonis – È cittadino italiano il giovane, di qualunque provenienza, che ripetutamente ha dato prova di risolvere qualsiasi problema informatico. Rimettendo in funzione il pc dell’anziano pensionato vicino di pianerottolo infestato da virus contratti navigando su siti di donnine nude; riuscendo a parlare con un operatore umano dell’assistenza Tim dopo aver attraversato indenne la giungla del: “Per problemi con la ricarica premi 7; per problemi con la ricarica già ricaricata premi 8; per problemi con la ricarica ricaricata male premi 7 e 1/2”. Favorevole il ministero dell’Interno: “Così questi maledetti tredicenni la finiscono di hackerarci il sito dandosi da soli la cittadinanza e la pensione di vecchiaia”.
Ius Coops – Siamo una società drammaticamente basata sul consumo: cittadinanza italiana a chi fa tutta la spesa con le offerte speciali. I prodotti del commercio equo valgono il doppio.
Ius taxis – È cittadino italiano chi paga le tasse in Italia. Punto e basta. Si applica anche all’indietro (Ius taxis gamberis) e l’evasore fiscale perde la cittadinanza. Può chiedere quella di Montecarlo, se gliela danno. Oppure niente. Diventa apolide, problemi suoi. C’è il rischio che la popolazione italiana si riduca di molto. Ce ne faremo una ragione.
Ius primae noctis – Accessorio dello Ius taxis: una folla festante di italiani (quelli che pagano le tasse) si raduna all’imbrunire sotto la casa del’evasore fiscale che quel giorno ha perso la cittadinanza. Vi permane fino a mattina con danze e canti e cori anche perculatori che impediscono all’evasore il sonno del giusto. Perché egli non lo è.
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Ammiro da tempo Massimo Cirri. Direi qui si è superato. Complimenti. Naturalmente sono favorevole allo ius solis, sono favorevole a rilasciare più permessi di soggiorno per combattere lo “schiavismo” degli immigrati.